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Caporalato. Sambo: «A Venezia non siamo immuni dal pericolo»

Dopo l'abbandono di un operaio ferito, lasciato morire. La segretaria del Pd veneziano: «tanti lavoratori stranieri sfruttati anche nel nostro territorio»

«La nostra vicinanza e il cordoglio del Partito Democratico vanno ai familiari e ai colleghi di lavoro di Satnam Singh. Una tragedia inaccettabile che non possiamo più definire come “morti bianche”, di una crudeltà inimmaginabile. Non si tratta di un incidente sul lavoro ma dell'abbandono di un uomo che viene lasciato morire, vittima del caporalato. Non è una vicenda isolata: in Italia e a Venezia non siamo immuni da questi pericoli». Monica Sambo, segretaria del Pd veneziano e consigliera comunale, mette in guardia.

«Basta pensare solo alle inchieste sui subappalti di Fincantieri, e a quanti lavoratori stranieri sono sfruttati nel nostro territorio, dove purtroppo abbiamo casi di caporalato e per questo abbiamo chiesto da tempo al Comune di istituire la giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro e ulteriori investimenti alla Regione Veneto destinati al controllo e alla vigilanza«. Dice Sambo: «Mancano strumenti di prevenzione, formazione, il rapporto tra imprese, sindacati, enti di vigilanza».

Per la segretaria, nonostante gli investimenti  sulla prevenzione, non ci sono risultati tangibili. «Non è avvenuto alcun cambio di passo. Da sola, la repressione non basta e non risolve i problemi, va accompagnata a un'adeguata formazione del sistema delle imprese e dei lavoratori e va sviluppato un rapporto sinergico tra gli attori in campo per la sfida "infortuni zero", che non possiamo e non dobbiamo perdere», quindi l'annuncio.

«Abbiamo depositato una mozione sul tema in Consiglio Comunale che deve essere ancora discussa: per la maggioranza non serve. Abbiamo richiesto con forza al Comune di istituire una giornata cittadina per la sicurezza sul lavoro e quindi di avviare una campagna istituzionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro al fine di aumentare la consapevolezza e stimolare una rinnovata collaborazione tra il mondo delle imprese, le rappresentanze dei lavoratori e le istituzioni. Serve una vigilanza attenta e puntuale delle condizioni psicofisiche dei lavoratori».

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