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Zaia: "Veneto pronto per l'autonomia". I ministri: "Ma sul fisco non si tratta"

I commenti dopo il referendum del 22 ottobre. Il presidente della Regione ribadisce: "Partita importante, tratteremo con il presidente del Consiglio". Esulta Salvini, segretario della Lega

Il Veneto ha votato: oltre il 57% degli elettori ha espresso la propria preferenza sul quesito relativo ad una maggiore autonomia, di questi la stragrande maggioranza a favore. Il governatore Luca Zaia si dice già pronto a trattare con il governo e tira in ballo il fisco, annunciando: "Chiederemo che i nove decimi delle tasse restino alla regione". Niente più che una battuta per Claudio De Vincenti, ministro per la Coesione territoriale: "I presidenti hanno finora dichiarato di voler stare dentro l'articolo 116 della Costituzione - spiega - Quella dei nove decimi è una battuta di Zaia che farebbe pensare a materia fiscale, ma la materia fiscale non fa parte dell'articolo 116". E aggiunge: "Credo che sia bene che gli stessi presidenti siano chiari con i loro cittadini. Come ci ha dimostrato l'Emilia Romagna, basta che il presidente di regione, in base ad una decisione del Consiglio regionale, faccia richiesta al governo di aprire il confronto e questo è sufficiente. Però questo non significa sottovalutare che c'è stato un referendum, che i cittadini si sono espressi".

Inizia quindi la trattativa per la realizzazione di una maggiore autonomia. Il governo, come ha annunciato il sottosegretario Gianclaudio Bressa, è pronto ad aprire un tavolo per negoziare ma anche il ministro Maurizio Martina ribadisce che “il fisco non è oggetto di trattativa, i soldi delle tasse non sono trattabili”. Secondo le intenzioni dell’Esecutivo, la trattativa dovrà ricalcare il modello Emilia Romagna.

Immediata la replica del presidente della Regione su Radio 24: "Il ministro Martina è ministro dell'Agricoltura e dovrebbe occuparsi dei problemi dell'agricoltura. Il nostro interlocutore è il presidente del Consiglio. Vedo però con piacere che il referendum che non serviva a nulla e che era inutile fa già fare delle belle dichiarazioni al governo. Prendo atto che c'è disponibilità a trattare e andiamo a trattare". “Già questa mattina approviamo in giunta il disegno di legge sull’autonomia - aggiunge - Perché la trattativa si fa con un disegno di legge che deve essere approvato in consiglio regionale. Ci abbiamo lavorato sopra un anno per cui siamo pronti”.

Per i risultati del referendum esulta il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, ribadendo che "più di 5 milioni di persone che hanno votato chiedono il cambiamento. Meno sprechi, meno tasse, meno burocrazia, meno vincoli dello Stato e dell’Unione Europea. La partecipazione e stata straordinaria e la vittoria e dei cittadini". Il governatore Zaia spiega che il Veneto chiede, nel contratto che presenterà al governo per avere maggiore autonomia, “tutte le 23 materie, lo dico subito, e i nove decimi delle tasse”.

Critica la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, una dei protagonisti della coalizione di centrodestra insieme a Forza Italia e Lega Nord, secondo la quale “i referendum non sono stati un plebiscito ma per Fratelli d’Italia il punto e un altro e prescinde dai numeri e dalle percentuali: in una Nazione che si rispetti le riforme costituzionali si fanno tutti insieme e non a pezzi, per il bene di tutti e non per assecondare l’interesse particolare”. “Ora – conclude – lavoriamo insieme per una proposta di riforma dello Stato che coniugi presidenzialismo e federalismo e non metta in discussione l’unità nazionale”.

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