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Comune di Venezia, archivio

Comune di Venezia, archivio

Covid 19, l'attività istituzionale si regola. Prima udienza su Skype

Consigli di Municipalità annullati, commissioni consiliari in Comune senza pubblico. Il Consiglio dell'ordine avvocati di Venezia sperimenta la teleconferenza con soddisfazione

Attività istituzionali annullate o interdette al pubblico, per l'emergenza coronavirus, in Consiglio comunale e nelle Municipalità. In quella di Chirignago Zelarino, fa sapere il presidente Gianluca Trabucco: «sebbene finora si siano rispettate le direttive della Amministrazione Comunale, che indicavano di proseguire regolarmente le attività istituzionali, ora ci fermiamo». La seduta di Consiglio di Municipalità di oggi, mercoledì 11 marzo, sarà l'ultima, senza accesso al pubblico e con la sala consiliare attrezzata in modo da rispettare la distanza prescritta di almeno un metro tra le persone. «Ai Consiglieri e alle Consigliere abbiamo comunicato che chi ritenesse di non partecipare alla seduta per proprie valutazioni di natura precauzionale sarà considerato assente giustificato - scrive Trabucco e precisa - mi assumo ogni responsabilità di questa decisione di fronte all'Amministrazione comunale, ai cittadini e agli interessati».

«In occasione delle sedute del Consiglio comunale, delle commissioni consiliari e dei Consigli di Municipalità - scrive il Comune di Venezia - sono state rimodulate le regole per l'accesso al pubblico e ai giornalisti alle sedute». In linea generale è escluso l'accesso del pubblico alle sale consiliari in occasione delle sedute: è ammesso l'accesso ai giornalisti, nel limite di una persona alla volta, esclusivamente per il tempo di qualche foto o breve video. Come sempre garantita la diretta streaming. Il Consiglio della Municipalità di Favaro Veneto, convocato lunedì 16 marzo, è a porte chiuse, quello del Lido e Pellestrina convocato per giovedì 12 marzo, è stato annullato. A Marghera, martedì sera, seduta del consiglio di Municipalità, «a porte chiuse, distanziati, per fare il nostro dovere comunque - scrive il presidente Gianfranco Bettin -. Consiglieri a due metri di distanza uno dall’altro, con i microfoni usati solo una volta per ciascuno, sempre diversi, con interventi stringati, essenziali, maggioranza e opposizione, per far durare la seduta solo il tempo strettamente necessario. Abbiamo svolto il nostro dovere, tenendo conto delle precauzioni necessarie. Poi siamo tornati a casa, e invitiamo tutti e tutte a farlo, a parte i noti, eventuali motivi imprescindibili».

Martedì mattina si è anche tenuta la prima udienza via Skype: per 34 minuti i componenti del collegio della Corte d'appello di Venezia (magistrati), la cancelleria e due avvocati di Padova hanno comunicato attraverso questa modalità, con l'impegno del Consiglio dell'ordine di Venezia (Coa) che ha monitorato lo svolgimento. Al posto degli adempimenti processuali si è proceduto con il rinvio d'ufficio comunicando la data dell'udienza agli avvocati. «Il Coa di Venezia è particolarmente orgoglioso di aver potuto sperimentare la prima udienza in videoconferenza. I risultati ottenuti con strumenti di utilizzo ordinario e strumenti informatici in normale dotazione è di buon auspicio per una adozione del sistema su larga scala», ha commentato il presidente dell'ordine Giuseppe Sacco.

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