Consiglieri di opposizione dopo il giuramento del sindaco: «Faremo la nostra parte»

Pomeriggio di insediamento a Ca' Farsetti e primi commenti delle forze politiche di minoranza. A distanza la replica della Cgil

Consiglio comunale 15 ottobre 2020

Al termine del lungo pomeriggio a Ca' Farsetti, giovedì 15 ottobre, giorno del primo Consiglio comunale, le forze di opposizione hanno commentato il discorso che ha accompagnato il giuramento del sindaco Luigi Brugnaro. Il primo cittadino ha detto, «è presto per fare ragionamenti programmatici, abbiamo tempo sei mesi, seguiremo quello che abbiamo sostenuto in campagna elettorale». Per Marco Gasparinetti di Terra e Acqua, «Brugnaro ha rinviato ma ci sono cose che possono essere fatte subito, senza lasciare che i cittadini sulle urgenze attendano sei mesi. Mi riferisco - dice - alla sicurezza del trasporto pubblico locale e ai problemi delle scuole comunali, settori che sono di sua competenza e attendono risposte come le scuole comunali. Bene la proposta del tavolo unitario fatta da Baretta per scrivere i progetti per il Recovery fund», ha detto Gasparinetti, mentre il sottosegretario all'Economia e consigliere comunale ha chiesto: «maggior concretezza. Bene che il Mose abbia funzionato ma a questo punto occorre lavorare sulla conca di navigazione e monitorare le conseguenze sulla laguna, oltre a far lavorare l'Autorità della laguna. Bene la collaborazione - dice Baretta - discutiamo sulle risorse del Recovery e sull'impiego nel sociale: questi sono gli argomenti per un confronto reale». 

Per il consigliere Giovanni Martini, «il sindaco Brugnaro ha presentato in modo amichevole una serie di accuse un po' su tutti i fronti, mascherandoli come propositi di unità e collaborazione. Sul Mose - dice - non ci serviva una lezione. La volontà di collaborare c'è da parte di tutti se è in ballo il bene della città e se c'è interesse ai temi della casa, del lavoro e dell'ambiente. Ma è giusto fare una grossa operazione di trasparenza, anche sulla gestione dei Pili e gli interessi privati rispetto alla gestione della cosa pubblica». Per la consigliera 5 Stelle Sara Visman, «c'è stato un invito all'apertura e al dialogo da parte del sindaco ma poi attacchi al sindacato e a quanti hanno idee diverse. Apprezzo questo invito all'unità e alla condivisione - commenta Visman - a patto che si cambi stile. Non voglio vedere episodi come la coppa della Reyer al Municipio che non aiutano di certo il dialogo. Il Movimento 5 Stelle c'è per fare da collante con il governo. Faremo di tutto per dare una mano alla città e proporre anche la nostra visione, che non è in tutto e per tutto uguale a quella di Brugnaro - afferma - Alcuni temi non possiamo appoggiarli, come gli scavi dei canali, ma questo non significa che da Roma non ci sia la disponibilità al sostegno di Venezia solo perché Regione e Comune hanno un colore politico diverso».

Per il consigliere Stefano Zecchi del Partito dei Veneti, «la cerimonia è stata la tradizionale procedura di insediamento di un Consiglio comunale. Ho già detto al sindaco della volontà di dare il mio contributo, in tema di autonomia, per far ottenere a Venezia lo Statuto speciale, come decine di altre città stanno facendo, tra cui Milano. Riguardo alla Cultura ho già ricordato il sostegno e la collaborazione al mio programma da parte di figure quali Marco Tutino o Philippe Daverio, da poco scomparso». Per Monica Sambo del Pd, «peccato il sindaco nel suo intervento abbia attaccato chi la pensa diversamente da lui invece di mettere in campo i temi su cui dovrà lavorare il prossimo Consiglio comunale. Vedo che anche per i prossimi 5 anni avremo un primo cittadino che si preoccupa più di demolire che di costruire. Faremo il nostro lavoro di opposizione, cercando di collaborare mettendo al primo posto gli interessi della città e ponendo al centro i temi del lavoro e del futuro».

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Anche Daniele Giordano della Funzione Pubblica Cgil ha commentato a distanza il discorso del sindaco. «Brugnaro ha chiesto al sindacato di lasciare da parte beghe e provocazioni e di sedersi al tavolo per trovare soluzioni. Noi lo abbiamo sempre fatto – dichiara Giordano - dato che per mesi abbiamo provato a intavolare una discussione sui servizi educativi e sul personale che ci lavora, comunale e di Ames, per la riapertura delle strutture in totale sicurezza per i lavoratori ma soprattutto per quei bambini che tanto stanno cari al sindaco. In tutti questi mesi abbiamo ricevuto molte chiusure e poco ascolto. Domani ci presenteremo al tavolo con l’assessore Besio per ascoltare le soluzioni che non abbiamo sentito in prefettura, con il massimo spirito collaborativo ma con la chiarezza che noi rappresentiamo i lavoratori a cui vanno date delle risposte».

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