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Consiglio straordinario sul Recovery. «Piano oltre il turismo: digitale, sociale e ambiente»

La convocazione voluta dai gruppi consiliari d'opposizione. «Non si può non cercare il confronto istituzionale e con la città in questa occasione unica». Entro fine aprile progetti: 3,8 miliardi per Venezia

ca' Farsetti, sede dl Comun e di Venezia

Gruppi consiliari di opposizione (Pd, 5 Stelle, Tutta la citta insieme, Terra e Acqua, Verde e Progressista, Venezia è tua) uniti per una convocazione di Consiglio comunale straordinario a Ca' Farsetti, proposta da Terra e Acqua (Marco Gasparinetti) e Verde Progressista (Gianfranco Bettin). In ballo c'è la quota del Recovery fund per Venezia: degli oltre 200 miliardi per l'Italia, si parla di 3,8 per la città lagunare. «Il Recovery consente di immaginare un modello di sviluppo che renda la città più forte (il Comune) e meno dipendente dall'economia turistica», afferma Gasparinetti che assieme ad Andrea Sartori  del Gruppo 25 Aprile ha illustrato martedì l'iniziativa. Dodici i firmatari, la richiesta verrà depositata entro questa settimana per riunire il Consiglio in 20 giorni come prevede lo Statuto.

Dei progetti della giunta, da presentare al governo per accdere ai fondi europei, abbiamo notizie non ufficiali e indiscrezioni - continua il consigliere di Terra e Acqua - Ma su questa straordinaria opportunità, che permette di ridisegnare il futuro della città, realizzando tutto quanto è possibile e in linea con le direttrici tracciate da Bruxelles (digitalizzazione, ambiente, coesione sociale, lavoro non nelle forme tradizionali e cultura) per l'utilizzo di questi soldi (che equivalgono a 5-6 annualità di bilancio comunale), il Comune non potrà  evitare un passaggio istituzionale con gli altri gruppi, né con le associazioni, i comitati, gli enti che rappresentano la città», afferma.

Non solo di laguna si parla. In ballo c'è Porto Marghera, Murano (area di crisi complessa) il Lido, le isole, Mestre: tutto il territorio comunale. «Ci risulta l'amministrazione non abbia discusso dei progetti che intende portare a Bruxelles neppure con la Città metropolitana. Per contro, apprendiamo della volontà di realizzare con questi soldi il palazzetto dello sport, lo stadio, lo scalo per le crociere e gli escavi del Vittorio Emanuele. Sappiamo che i fondi verranno concessi dal governo europeo se i progetti presentati saranno in linea con gli assi individuati. Auspichiamo un confronto pubblico, in luoghi aperti e con le migliori intellegenze della città e le università, per ridisegnare Mestre, Marghera, e Venezia (Gasparinetti nomina tra le persone che dovrebbero intervenire al dibattito pubblico sui progetti del Recovery, Sergio Pascolo, architetto e docente veneziano che di recente ha pubblicato “Venezia secolo ventuno. Visioni e strategie per un rinascimento sostenibile”)».

In linea con le missioni principali poste da Bruxelles, per i gruppi consiliari dovrebbe esserci il recupero, con finalità sociali, culturali e occupazionali, di tanti ambiti demaniali o comunali rimasti inutilizzati. «Si pensi a San Salvador a Venezia, della Tim, si potrebbe farne spazi di coworking da recuperare e riassegnare per finalità diverse da quelle ricettivo-turistiche e alberghiere - afferma il consigliere -. Sacca Serenella a Murano, l'ex Umberto I a Mestre, le aree da bonificare a Marghera, al Lido l'ex colonia Inpdap, la caserma Pepe (nominata di recente dalla Fondazione Sviluppo Venezia perchè faccia parte del progetto generale dell'ex ospedale al Mare di Cassa depositi e prestiti, per attrarre visitatori e turisti sull'isola), la Batteria di Ca' Bianca, il liceo Severi. Per Murano è stato riproposto dall'amministrazione il marchio a tutela del vetro, ma esiste già ed è regionale - continua Gasparinetti -. Sono partite su cui non è la città o il sindaco ad avere l'ultima parola, perché l'approvazione sarà filtrata a livello nazionale, prima che europeo».

Ci sono tre mesi di tempo per presentare i progetti (entro fine aprile). «Si può ridisegnare il Comune - conclude Gasparinetti - Altrimenti si corre il rischio di perdere i soldi poiché, come ha detto il commissario europeo all'economia Paolo Gentiloni, non sono fondi strutturali, ovvero non c'è una quota a parte che spetta alla regione, vi si accede per assegnazione in base a piani cantierabili che il Paese presenta. Per questo il dibattito dovrebbe essere pubblico. Apprezziamo - dice il consigliere - in base alle intenzioni del Comune apprese indirettamente, sia l'obbiettivo di cambiare l'intera flotta dei mezzi pubblici d'acqua, per ridurre le emissioni, sia il capitolo dedicato all'edilizia residenziale pubblica. La giunta avrebbe preventivato 400 milioni per la Città metropolitana e un totale di 16 mila alloggi. Ma si può fare di più. Un altro asse strategico a Bruxelles riguarda la riduzione delle disuaguaglianze acuite dalla pandemia. Per questo abbiamo parlato di recupero di spazi e immobili che possono essere utilizzati per progetti sociali, culturali e per lo sport».

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