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Ca' Farsetti, ultimo atto: il sindaco Giorgio Orsoni non si è presentato

Slogan, urla e liti per la seduta di Ca' Loredan, dove il primo cittadino non si è fatto vedere: "Per il bilancio consuntivo tutto a posto. Amarezza"

The end. Titoli di coda per l'era Orsoni. Lunedì, alle 13.30, il Consiglio comunale si è riunito per l'ultima volta. Poi le dimissioni di massa, con il capogruppo del Pd, Claudio Borghello, che ha dato il "la" ai saluti di 24 consiglieri, numero sufficiente a far crollare immediatamente la consigliatura cittadina. Sono state subito contestazioni e urla. In un clima da subito rovente. Nel caso in cui "abdichi" il sindaco (come successo una settimana prima, con Giorgio Orsoni costretto al ritiro), infatti, la legge prevede venti giorni di "transizione" prima di mandare tutti a casa, ma quando viene invece a mancare il numero utile in Consiglio comunale il palco salta subito e arriva immediatamente il commissario straordinario nominato dal prefetto e dal ministero. Il problema è ciò che succederà prima e dopo le dimissioni dei consiglieri.

IL MOVIMENTO 5 STELLE LANCIA LE "COMUNARIE"

"MIO COMPITO CONCLUSO" - "Vi confermo la mia decisione di non partecipare al Consiglio odierno - ha scritto l'attuale sindaco Giorgio Orsoni al presidente del Consiglio comunale Roberto Turetta in un messaggio letto in apertura di seduta - Il mio compito si è infatti concluso nei giorni nostri. Ora qualsiasi decisione deve essere presa in assoluta autonomia dal Consiglio. Circa il bilancio consuntivo non è necessaria la mia presenza - continua il primo cittadino - essendo già stato approvato nelle commissioni preposte. Mi auguro però una dura presa di posizione dell'assemblea contro il meccanismo delle concessioni, che mi ha visto sempre contrario. Ho cercato di combattere questi sistemi, evidentemente non ci sono riuscito. L'amarezza difficilmente mi abbandonerà".

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SEDUTA SOSPESA PER CINQUE MINUTI - Dopo l'ennesima interruzione dei consiglieri per i cori del pubblico (dall'inizio cartelli e slogan contro il Comune) che invitavano i rappresentanti dell'assemblea municipale di Venezia a dimettersi, il presidente, Roberto Turetta, è stato costretto a interrompere per 5 minuti i lavori, minacciando lo sgombero dell'aula da parte delle forze dell'ordine Riportata la calma nella sala, i lavori sono ripresi con l'intervento del consigliere Beppe Caccia della lista "in Comune" sulla mozione del consigliere Claudio Borghello (Pd) sul Mose.

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ULTIMI ATTI - Prima di abbandonare la sala degli Stucchi sbattendo la porta, infatti, la maggioranza deve comunque approvare un paio di delibere importanti per il futuro di Venezia, Mestre e Marghera: innanzi tutto c'è da dare il via libera al trasferimento del mercato ortofrutticolo da via Torino a via delle Macchine, a Marghera (una decisione da 20 milioni di euro); poi c'è l'anagrafe del patrimonio comunale e, infine, più importante di tutto il resto, il rendiconto 2013, ovvero il bilancio dello scorso anno.

All'ordine del giorno anche la mozione, poi approvata, sullo scioglimento del Consorzio Venezia Nuova, sulla soppressione del Magistrato delle Acque di Venezia e sull'attribuzione dei poteri al Comune, instaurando una commissione d'inchiesta parlamentare sul Mose.

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