Pili, Consiglio sul conflitto d'interessi: «Il sindaco smentisca e quereli». Lui: «Discorsi sul nulla»

Tensione e attacchi in seduta consiliare straordinaria sui terreni di Brugnaro. Funzionari comunali coinvolti in affari speculativi da un'inchiesta. Consiglieri di minoranza (tranne Zecchi): «se non è così, il primo cittadino denunci chi lo ha tirato in ballo». Lui contrattacca e rincara la dose

Pili, un'immagine del piano Di Mambro

«Non c'è stata alcuna variante urbanistica nell'area dei Pili, a Porto Marghera, comprata da Brugnaro per 5 milioni di euro dallo Stato, nel febbraio 2006, che ancora è normata come 21 anni fa». Risale al 1999, ha spiegato il dirigente del Comune, Danilo Gerotto, la variante tecnica del piano industriale approvata dalla Regione, che di quei 42 ettari fece zona di verde urbano attrezzato (Vua) destinata a parcheggi, aree di sosta, darsene, palestre, serre, strutture museali, aree per lo sport ecc.

L'inchiesta giornalistica

L'architetto ha ripercorso la storia di quei terreni dal 1963, primo piano regolatore generale del Comune, ad oggi, invitato a farlo dal sindaco Luigi Brugnaro, che i consiglieri di opposizione (tranne l'indipendentista Stefano Zecchi) hanno chiamato a esprimersi in merito alla condizione di quei terreni e ai presunti conflitti d'interesse emersi da un un'inchiesta giornalistica sull'area, che a metà ottobre ha coinvolto anche il vicecapo di gabinetto del primo cittadino, Derek Donadini. Un tempo figura di spicco della società Porta di Venezia, Donadini ha curato gli affari del cittadino privato Brugnaro, prima di diventare funzionario pubblico nella sua amministrazione. Nel 2018 Brugnaro ha affidato le sue società e gli immobili, compresi Umana e i Pili, a un blind trust per separare interessi privati dall'incarico pubblico. Ma per l'inchiesta ci fu uno scambio di mail fra Donadini e il portavoce di una ditta costruttrice, incaricata da un magnate di Singapore interessato a comprare i Pili di tastare il terreno, prima della costituzione del blind trust, e per capire se fosse possibile realizzare alberghi, a fronte di una variante urbanistica. Operazione che avrebbe aumentato il valore del terreno «da 5 fino a 100-150 milioni di euro».

I precedenti

«Avete chiesto la convocazione di questo Consiglio straordinario e sto sottraendo tempo all'emergenza sanitaria, per replicare al nulla, a qualcosa che non c'è, non esiste - commenta Brugnaro e contrattacca - In piena pandemia, rappresentanti di liste sempre contrari, partiti del No, No Nav, No Tap, No Tav, che hanno ostacolato progetti piccoli e grandi in città, oppositori cronici, demonizzatori dell'industria, degli investimenti privati, sostenitori della decrescita felice e dell'invidia sociale, avete chiesto che risponda al Consiglio sui Pili, e sono a disposizione per l'ennesima operazione verità. La verità - continua il sindaco come un fiume in piena - è più forte di ogni cosa». Poi ricorda di aver partecipato nel 2005 all'asta pubblica nazionale, dove Porta di Venezia era l'unico concorrente e nel 2012 di aver firmato su richiesta del Comune una convenzione per la cessione gratuita di parte dei Pili per il tram. Nel 2013, la seconda convenzione, sempre gratuita, per la ciclabile. «Cosa farò su quell'area? Alla domanda rispondo come 15 anni fa. Farò quello che la città vuole, e attenderò, come sindaco, che sia il blind trust, quando vuole, a presentare un progetto che poi verrà valutato dal Consiglio comunale. Nonostante la destinazione modificabile con atto di giunta, non ho mai fatto nulla - ribadisce - e non esiste nessuna modifica degli atti».

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La minoranza

Una seduta nata male in partenza per la minoranza. Il consigliere Giovanni Andrea Martini vede negata la possibilità d'intervento al dibattito da parte delle associazioni che ne avevano fatto richiesta, fra cui Amici del Parco di San Giuliano e Comitato ex Umberto Primo. «Già due anni fa abbiamo visto la coppa della Reyer chiudere il Consiglio comunale, non vorremmo si ripetesse». La presidente Ermelinda Damiano ritiene che non vi sia attinenza fra l'ordine del giorno e i comitati che hanno chiesto di intervenire, e non li ammette. Martini contesta. Il consigliere Gianfranco Bettin spiega che l'area dei Pili è strategica per la città, perciò ha una valenza pubblica indiscutibile dal punto di vista ambientale e paesaggistico. «Non c'è solo una urgenza urbanistica, ma anche politica di un chiarimento - dice Bettin - per l'abnorme aumento di cubatura, emerso dall'inchiesta, e per la necessità che l'amministrazione, tirata in ballo, proceda per calunnia nei confronti di chi l'ha coinvolta in presunti affari speculativi e trattative sottobanco».

Per la consigliera Sara Visman dei 5 Stelle c'è una preoccupazione legata alla realizzazione del palazzetto dello sport su quell'area, per via dei costi enormi delle bonifiche, mentre per Monica Sambo, capogruppo Pd, «il progetto immobiliare di cui parla l'indagine giornalistica avrebbe dovuto completarsi a fine dicembre 2017 e, in caso di mancata realizzazione della variante urbanistica entro giugno 2018, Porta di Venezia si sarebbe ripresa le quote. Le mail - continua Sambo - partirebbero dal 2016, fino al 2017, quando si sarebbe parlato dell'aumento del valore da 80 a 100 milioni dell'area, con i rappresentanti del sindaco, nel frattempo volato a Monaco per un sopralluogo al palazzetto della città». Invece il consigliere Marco Gasparinetti chiede di capire perché «lo stesso magnate di Singapore, apparso nel carteggio dei Pili, compratore del palazzo Poerio Papadopoli e di palazzo Donà, «avrebbe voluto acquistare il primo stabile con uno sconto da 14 a 11 milioni di euro, in virtù di una variazione di bilancio approvata da un Consiglio comunale particolarmente teso».

La maggioranza

Tutte osservazioni che, quando si apre il dibattito, i consiglieri di maggioranza rispediscono al mittente, da Paolino D'Anna a Matteo Senno, da Silvia Peruzzo Meggetto a Renato Boraso, Massimiliano De Martin e Paolo Romor (che parla di "fallo da frustrazione", per spiegare l'atteggiamento di chi perde la testa dopo la sconfitta), facendo quadrato attorno al sindaco, e ribadendo «l'interesse al rilancio dell'area, più pubblico che privato, e l'inesistenza di qualsiasi atto urbanistico, tipo variante, per il cambio di destinazione d'uso. «La vicenda sollevata dalla minoranza ha richiesto un intervento articolato per fare chiarezza davanti alla città», dice De Martin. Per Boraso invece, se c'è un nodo da sciogliere è viabilistico, legato al Pums (piano urbanistico della mobilità sostenibile) che ha imposto una limitazione al traffico in area e rischia di bloccare la viabilità.

Le conclusioni e l'attacco a Sambo

A chiudere la scena, quando Sambo e Bettin hanno appena finito di dire che non è stata data risposta né alla denuncia per salvaguardare l'onorabilità dell'istituzione, né all'esistenza di un carteggio prima del blind trust e già dal 2016, è il sindaco stesso. «È chiaro che un funzionario pubblico intrattenga contatti con privati investitori che si fanno avanti in città, lo ringrazio per questo, e dico loro che sono i benvenuti e li rassicuro, le porte del Comune sono sempre aperte - dice Brugnaro - Capita che possano arrivare offerte irricevibili: le abbiamo lasciate correre senza dare risposta - Poi si rivolge a Bettin - Dico a te che hai più esperienza, avremmo risolto questa cosa con un'interrogazione, bastava una telefonata. Capisco una ragazzina (si riferisce a Sambo), che sta con la mascherina davanti allo schermo ed è a casa da sola. Lo dico, e mi permetto di dirlo, le preferenze che le hanno dato sono buttate via». Poi il sindaco riprende il filo. «La prossima settimana insediamo le commissioni, parliamo di navi, visto che c'è gente che non lavora da sei mesi. Ho letto che andranno sul canale nord, lato nord, come avevo detto io. Ho chiesto 150 milioni all'anno per 10 anni, dobbiamo fare massa critica e restare uniti perchè i soldi della legge Speciale a Venezia servono, anche quei 4 milioni che possiamo attingere per dare un palazzetto dello sport a questa città, con una vasca olimpionica e la pista di atletica».

I commenti

Solidarietà a Monica Sambo, più tardi arriva dal gruppo Pd: «i toni polemici, le offese sessiste alla consigliera, nonché la strumentalizzazione degli interventi utilizzati da chi ha la responsabilità di gestire la città, sono inaccettabili», e dai profili social di Lorenzo Varponi, Gianluca Trabucco e Renata Mannise. Il vicesindaco Andrea Tomaello e il consigliere Alex Bazzaro commentano: «Il Consiglio comunale straordinario richiesto dalla sinistra e dai 5 stelle è stato imbarazzante. La Lega ieri con l’assessore Sebastiano Costalonga ha fatto incontri per rispondere all’emergenza Covid, loro preferiscono impegnare il Consiglio in una discussione sui Pili. Forse non conoscono la situazione grave della città. Oggi per loro, oltre alla figuraccia, anche la beffa: hanno rafforzato il sindaco e gli hanno dato più spinta per andare avanti».

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