Martedì, 28 Settembre 2021
Politica San Marco / Ca' Farsetti, 4136

C'è intesa fra Comune e parti sociali: sbloccati dopo anni gli avanzamenti di carriera dei dipendenti

Firmata la preintesa del contratto integrativo dei 2.700 lavoratori comunali di Ca'Farsetti che, se andrà a buon fine, varrà 5 anni. Più di 2.000.000 euro per le progressioni economiche e 1,2 milioni ogni anno per finanziare progetti per il miglioramento dei servizi ai cittadini. «Premiato il merito e riconosciuta l'anzianità»

Diciotto ore di trattativa fra l'amministrazione e le organizzazioni sindacali, il fronte delle Funzioni pubbliche Cgil, Cisl, Uil, con la Csa e la Rsu compatto, e le progressioni economiche orizzontali (avanzamenti di carriera) sbloccate dopo oltre una decina d'anni: c'è la preintesa del contratto integrativo dei 2.700 dipendenti comunali di Ca'Farsetti che, se andrà a buon fine varrà 5 anni. Più di 2.000.000 euro per le progressioni di carriera, riconoscimento di un bonus economico ai lavoratori che si distingueranno per l'impegno, risorse, pari a 1,2 milioni di euro ogni anno, per finanziare progetti per il miglioramento dei servizi ai cittadini e maggiore riconoscimento economico per chi ha più responsabilità.

Tutto ora va al vaglio delle assemblee sindacali e del referendum dei lavoratori e dovrà essere approvato con una delibera della giunta comunale. «Nella bozza di accordo coesistono meritocrazia e redistribuzione. Lo sblocco della progressione in base al merito e all'anzianità, oltre alla produttività, è stato considerato ed era quello che volevamo», ha commentato Armando Genovese della Cisl Fp. Per la prima volta, spiegano le sigle, è stata raggiunta un’intesa che vale per tutta la durata del mandato della giunta. «Dopo mesi di estenuante trattativa questa è senza dubbio una significativa risposta salariale - dicono Daniele Giordano (Fp Cgil), Carlo Alzetta (Cisl Fp), Sergio Berti (Csa), Mario Ragno (Uil Fpl) e Gianpiero Bulla (Rsu) - ci siamo battuti affinché le progressioni riguardassero tutto il personale». Sembrano lontani i tempi delle barricate, dei tavoli interrotti e degli scioperi a Ca' Farsetti.

Su propria richiesta, ciascun dipendente con valutazioni positive, potrà accedere ad avanzamenti di carriera. In questo modo, chi partecipa attivamente agli obiettivi del Comune avrà la possibilità di percepire uno stipendio maggiore. «Questa è la nostra idea di meritocrazia: nessuna distribuzione “a pioggia”, ma un sistema di valutazione che riconosca l'impegno di chi lavora proficuamente ogni giorno per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini, alle famiglie e alle imprese - commenta l'assessore al Personale Laura Besio -. Con questo accordo innovativo per primi in Italia concretizziamo i contenuti del “Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” sottoscritto dal premier Mario Draghi, dal ministro Renato Brunetta e dalle parti sociali».  

Le risorse arrivano anche dal taglio della produttività, che attualmente vale 1.500 euro all'anno, (nel 2016 valeva 500 euro), ma solo in capo alle categorie C e D, che prendono di più, e che vengono compensate dallo scatto dell'avanzamento di carriera (previa graduatoria creata con punteggio di merito e anzianità). Le categorie A e B (quelle con i guadagni più bassi) non vengono toccate. La riduzione di 100 euro riguarda la categoria C, dal secondo anno, e la categoria D per 200 euro il secondo anno e per 250 euro il terzo. L'avanzamento di carriera avverrà per tutti in tre anni. Poi si riparte con le graduatorie: qualcuno potrebbe avere una seconda progressione. «Valorizziamo il merito, dando la possibilità a ciascun dipendente di crescere - commenta Besio - L'Amministrazione è in grado di assicurare questi importi perché è riuscita, in questi sei anni, ad efficientare la macchina comunale, e ha potuto così stanziare il massimo delle somme consentite, ovvero circa ?2.660.000 euro? per ciascun anno. Continueremo ad assumere nuovi giovani». «Riteniamo che questo accordo dia una risposta salariale importante ai lavoratori e riconosca finalmente il contributo di tutti al raggiungimento dei risultati della macchina amministrativa», concludono Giordano, Alzetta, Berti, Ragno e Bulla.

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