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Operatori Veritas a Venezia, archivio

Operatori Veritas a Venezia, archivio

Tassa sui rifiuti a Venezia, oltre al differimento dei termini contributo da 4 milioni e mezzo

Un bando a sostegno delle attività produttive che hanno chiuso per decreto o a seguito della pandemia. Si tratta di un supporto economico, anche se la bolletta verrà emessa per intero

Approvata una variazione di bilancio di 4 milioni e mezzo per la Tari tassa sui rifiuti) 2020 a favore delle attività. Lo ha annunciato oggi, giovedì 18 febbraio, l'assessore al Bilancio del Comune di Venezia, Michele Zuin. Il bilancio comunale ha già fatto interventi di ristoro, per associazioni sportive e culturali, oltre alla Cosap (la tassa sui plateatici). Quella di oggi è un'operazione extra, fatta con le disponibilità e l'avanzo di 62 milioni del bilancio comunale del 2019. «Soldi nuovi che vengono immessi per cercare di dare un ristoro alla pandemia e ai costi della Tari delle attività economiche che l'hanno vissuta. Siamo l'unica città che fa questa operazione per la Tari - dice Zuin - A dicembre 2020 sono state rinviate al 16 marzo e al 16 maggio 2021 le tranche per le attività che hanno chiuso per decreto o che chiudevano a seguito della pandemia. Circa 20 milioni di Tari da questi rinvii, per 8 mila utenti, più o meno. Inseriremo nel bando, in arrivo, anche attività che potevano aprire ma hanno avuto un calo del fatturato molto alto per via della mancanza di turisti. Ad esempio, una tabaccheria a Venezia, rimasta aperta, ha sicuramente avuto una riduzione di fatturato per la mancanza  di clientela legata ai visitatori».

Il bando

Come annunciato, verrà fatto un bando perché è un contributo, anche se la bolletta verrà emessa per intero. «Si ha intenzione di coinvolgere qualche categoria come i commercialisti per individuare i criteri per far arrivare il contributo nelle mani giuste e nella giusta percentuale - continua Zuin -. Hotel, ristoranti e bar ne hanno diritto indipendentemente dai requisiti. Gli altri, piccole imprese e partite iva, dovranno dimostrare la riduzione di fatturato tra il 2019 e il 2020. Non sarà un contributo a pioggia, ma finalizzato alle attività nel modo più equo. Il contributo non sappiamo ancora in che percentuale perché dipenderà dal numeo delle domande presentate (4 milioni e mezzo di euro in totale) e bisognerà essere in regola con i pagamenti (o con le rate approvate da Veritas dell'ammortamento dei residui) e non ci devono essere contenziosi aperti». 

Le partite totali sulle tasse

La presentazione della domanda sarà grosso modo entro il 30 giugno, indicativamente. Ci sarà una verifica dell'importo e il calcolo del contributo. Poi ci sarà una comunicazione al richiedente del contributo spettante e l'assunzione di impegno, prima dell'erogazione. «Nonostante il Comune non abbia ancora introitato un euro del 2020, (di rinvio in rinvio, facendo un lavoro di finanziamento delle attività per le tasse), si va oltre. È impossibile togliere la tassa (60 milioni di euro per le attività e oltre 30 per i privati), ma si dà un contributo alle perdite di fatturato per ristorare con le disponibilità di bilancio dell'amministrazione (avanzo 2019 registrato nel 2020). Ricordo - continua Zuin - che Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) aveva previsto una riduzione del 25% della quota variabile, per le attività chiuse nel primo lockdown (3 milioni) e sono state coperte dal  Comune senza aumenti per gli altri contribuenti: circa 7 milioni e mezzo. La riduzione della Tari avviata in precedenza, per 7 milioni tra imposte di soggiorno e altro per ridurre la Tari, più un altro milione e mezzo per i negozi di vicinato e le famiglie numerose: in totale si parla di circa 16 milioni che il Comune si prende in carico sulla Tari per venire incontro ai cittadini». 

L'assessore Zuin parla anche degli incassi in meno previsti, per aver fatto efficientamento. «Nella variazione (a parte i 4 milioni e mezzo del bando per la Tari) abbiamo ricalcolato le entrate legate al turismo, dal bilancio di previsione (dicembre 2020) ad oggi. La Ztl dei bus (10 milioni 950 mila, sempre inferiore ora alla ventina di milioni consueti) abbiamo tolto 10 milioni e lasciato 950 mila euro. La quota sui biglietti turistici previsti per 17 milioni e 400 mila, togliamo 13 milioni. Imposta soggiorno: da 25 milioni previsti di entrate ne lasciamo 8 milioni. Sanzioni: da 4 milioni a 3, gli autovelox da 6,5 ne togliamo 3,2  e il recupero evasione Imu da 7 milioni si sotraggono 950 mila euro. Per Avm, la quota Zappalorto prevista di 7 milioni e 790 mila euro, precauzionalmente (legata alle quote su biglietti e abbonamenti dei residenti), va destinata ad Avm. 

Venezia, "città speciale"

«Per abbassare la Tari abbiamo fatto una manovra da anni a 8 millioni e mezzo all'anno, come Comune, comprese le famiglie, per ridurre le tariffe. Quest'anno abbiamo aggiunto questi 4 milioni e mezzo di contributi - ribadisce il sindaco Brugnaro - La manovra nazionale deve riguardare anche le città d'arte. I parlamentari hanno fatto poco - afferma il primo cittadino - Penso il nuovo governo potrà dare più ascolto a Venezia. Per Actv il governo ha rimborsato come le altre città. Ma noi abbiamo una mancanza di 50 milioni di introiti sul trasporto pubblico, specie nella navigazione, manca un provvedimento speciale per Venezia. Non vogliamo che altre province venete paghino per noi. E Venezia è stata penalizzata. Questo governo potrebbe rispondere perché oltre a dichiarare le cose, bisogna saperle fare».

C'è il differimento dei termini, quindi, e in arrivo il contributo straordinario. Inoltre restano i 7 milioni e mezzo (4,5 e 3 milioni previsti dall'Arera ma a carico del Comune per la riduzione del 25% della quota variabile Tari). La tassa si deve comunque chiudere a 93 milioni (privati e attività). E ci sono gli 8 milioni che il Comune mette ogni anno (dal 2018) per ridurre il 3,5-4% la Tari a tutti, per portarla alla quota dei Comuni vicini e avere competitività tra aziende. C'è inoltre un milione e mezzo per le riduzioni alle famiglie numerose e ai piccoli negozi (con ribassi del 20-30%, ovvero 1500 euro all'anno per un fruttivendolo; 700-800 euro all'anno per un tabaccaio). 

Trasporto pubblico

«Ho chiesto di non fare licenziamenti e che l'azienda resti pubblica - afferma il sindaco, intervistato sulla vertenza Avm Actv -. I numeri che ho visto non consentiranno proroghe e i sindacati che non siedono in trattativa avranno responsabilità se non cambiano linea. Nessun ricatto. Non è colpa di nessuno. Prima si siedono a trattare, meglio è. Si fa fatica a dare alcuni elementi, come il bonus ferie. Ho detto, sono cose che vanno risolte con la contrattazione interna, per non rischiare di far fare brutta figura ai lavoratori. E quando il turismo riprenderà, non sarà come prima perché i flussi saranno regolati. Prego i sindacati responsabili di non agitare gli animi. Resterò fuori da questa vicenda».

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