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Decreto riaperture: tra le critiche al coprifuoco (e non solo) e chi le contesta

Zaia si è dichiarato perplesso sulle decisioni del governo, supportato dai consiglieri regionali della propria lista Vianello e Michieletto. E l'opposizione in Regione: «La Lega è al governo, basta con le critiche»

«Nell'approvazione del decreto ieri in Consiglio dei ministri «sicuramente è stata sottovalutata la proposta delle Regioni» da parte del governo. Lo ha detto oggi in conferenza stampa il presidente della Regione Luca Zaia, sorpreso alla pari di molti altri colleghi per le decisioni centrali, a partire dal coprifuoco fissato alle 22 (e non spostato alle 23 come richiesto) fino alla scuola superiore in presenza al 70% (e non al 60). Ad ogni modo, il governatore del Veneto è ancora convinto che ci sia la possibilità «di far collimare le richieste delle Regioni con la tutela della salute. Penso che dialogare e confrontarsi sia fondamenale per risolvere il problema».

I consiglieri della lista Zaia

Sull'argomento si sono esposti anche i consiglieri regionali della lista Zaia Gabriele Michieletto e Roberta Vianello. Già critici nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza per la questione legata al presunto "taroccamento" del report pandemico dell'OMS, sono intervenuti anche sulla questione delle riaperture. «Oggi ci svegliamo con la decisione del ministro di blindare sino a fine luglio cittadini e turisti nei loro hotel dalle 22. Speranza andrebbe mai in vacanza per restare recluso nella sua stanza d’albergo? Noi non crediamo. Per questo lo invitiamo ad utilizzare i dati concreti per favorire soluzioni di buonsenso. Non sappiamo se e quante partite iva il ministro Speranza amministri, ma se un’azienda turistica non lavora con i turisti, chiude».

La versione del Pd

Allo stesso tempo, il partito democratico critica le critiche. «Da mesi Salvini continua con questo atteggiamento di lotta e di governo, che fa male al Paese. - dice Vanessa Camani, vicecapogruppo del Pd Veneto - In un esecutivo di coalizione ci si fa carico dei problemi provando a far valere le proprie ragioni, poi si media per arrivare a scelte il più possibile condivise. È un compito faticoso, ma funziona così. La situazione è in divenire: le misure prese non sono dei capricci contro qualcuno né sono immodificabili. La Lega oggi è al Governo: si concentri, come tutti, a risolvere i problemi invece che fare polemiche inutili. Zaia incluso».

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