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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Politica Cannaregio

Costalonga omaggia la tradizione: «Parte della città viva e attiva». L'opposizione attacca Salvini

Il leader nazionale della Lega martedì in piazza San Marco parla di Venezia "museo". Pd: «Idea del centrodestra, città come souvenir. Merita sviluppo e futuro». Gasparinetti: «Se lo è sindaco e assessori a casa. Basta un direttore nominato dal ministero»

L'assessore comunale alle Attività produttive e commercio, Sebastiano Costalonga, omaggia un'attività tradizionale veneziana e lega il passato al futuro della città lagunare. «Può e deve essere una città viva, attiva, proiettata nel futuro ma che porta avanti e preserva le tradizioni e i saperi di una volta. Tutto ciò che posso fare come assessore punta proprio a questo, uniamoci per riportare Venezia ai veneziani». Costalonga ha consegnato il gagliardetto, simbolo di riconoscimento da parte dell'amministrazione, al "biavarol", una sorta di minimarket, situato in Rio Terà Farsetti a Cannaregio, attivo dal 1836 e poi tramandato di padre in figlio. «Sono nato qui, cresciuto qui, "el biavarol" di Ballarin è uno dei miei luoghi preferiti, ancora oggi quando passo mi fermo per un saluto. Questa è la Venezia che lego ai ricordi d’infanzia - dice l'assessore della Lega - Basta varcare la soglia per ritrovarsi in un mondo particolare, fatto di gesti, sapori, profumi, di un tempo passato. È un po' come tornare bambini, tornare alla Venezia di una volta. Da Ballarin si passa anche per due chiacchiere, per commentare gli ultimi avvenimenti o gli articoli dei giornali. Un luogo antico, ma ancora attuale dove ritrovare l'autentica venezianità».

Proprio ieri il leader nazionale del partito dell'assesore al Commercio, Matteo Salvini, ha fatto tappa in piazza San Marco, dove ha commentato il contributo d'accesso alla città lagunare, come misura per regolare i flussi turistici, parlando di Venezia come "museo". Immediate le critiche dell'opposizione. «Rispecchia l'idea del centrodestra e del sindaco. Venezia non è per questa amministrazione una città da rilanciare con le sue eccellenze, non è laguna e bio diversità, non è la Mestre della modernità, Porto Marghera delle energie rinnovabili, non è un futuro polo della ricerca sui cambiamenti climatici, non è università e studio innovazione, futuro sviluppo green, arte e artigianato, tradizioni. Per la destra è solo un souvenir», affermano Monica Sambo, segreteria comunale del Partito Democratico, e Tommaso Bortoluzzi, responsabile bilancio e Pnrr della segreteria comunale Pd. «Esiste una visione ben diversa di una Venezia “città storica” integrata in un contesto metropolitano, città viva e vitale, pronta ad accogliere chi la ama e chi la rispetta. Continueremo a portare avanti un'idea di città alternativa, capace governare il turismo senza imporre dazi, con politiche residenziali pensate per attrarre nuovi abitanti, una città con un trasporto pubblico locale ridisegnato e capace di valorizzare il terzo settore», commenta il capogruppo Pd in Consiglio comunale, Giuseppe Saccà. «Se Venezia è un museo si dimetta subito chiunque riveste cariche ridondanti per un museo, quali ad esempio sindaco e assessori - interviene Marco Gasparinetti, capogruppo di "Terra e Acqua" -. Per un museo non servono e sono un costo superfluo, basta un direttore nominato dal ministero. A casa, tutti».

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