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Giovedì, 29 Settembre 2022
Politica

Il centrosinistra chiude la campagna elettorale con Bersani in piazza Ferretto

A Mestre i temi della lotta alle disuguaglianze, della centralità del lavoro e dei servizi fondamentali. «Serve un grande campo progressista». Ieri l'incontro con Crisanti a Venezia

Pier Luigi Bersani raccoglie i sostenitori del centrosinistra a Mestre, venerdì sera, per la chiusura della campagna elettorale in vista delle elezioni di domenica. Bersani, a sostegno del Partito Democratico, ha portato in piazza Ferretto i temi della lotta alle disuguaglianze, la centralità del lavoro e dei servizi fondamentali. Sottolineando la contrapposizione tra i poli destra-sinistra, ha ricordato: «Noi rifiutiamo l'idea del presidenzialismo, ci opponiamo a una forza che è contro i diritti civili e l'integrazione. Dobbiamo lottare per ridurre la disuguaglianza, che è la zavorra dell'economia e della democrazia. Crediamo nei diritti e nella dignità del lavoro, nella fiscalità progressiva e in un welfare universalistico».

Sul palco anche Maria Teresa Menotto, candidata Pd: «Anche queste ultime ore sono preziose - dice -. Domenica si sceglie tra due idee opposte di un paese. Temo una regressione nazionalista, mentre noi proponiamo un'Italia della solidarietà, del diritto a un lavoro degno, di libertà, uguaglianza e laicità». Mentre Michele Mognato, candidato al Senato con il Pd, attacca: «Venezia sa cosa vuol dire essere governati dalla destra. Non si governano i flussi turistici a Venezia mettendo un biglietto, Mestre non può essere la capitale delle morti per droga. Dobbiamo poter girare per la nostra città tranquillamente, serve una grande politica sociale di investimento con i giovani e nelle scuole».

Crisanti a Venezia

La sanità pubblica, invece, è stata al centro di un incontro organizzato giovedì sera dal Pd veneziano in campo Santa Margherita, con la presenza di Andrea Crisanti, candidato al Senato per la circoscrizione estero. Crisanti, noto virologo e tra i personaggi maggiormente in vista nel periodo più critico della gestione della pandemia Covid, ha fatto una panoramica sui temi della sanità. A partire dalla contrarietà all'idea di eliminare il numero chiuso nelle facoltà di medicina («non sarebbe sostenibile per le università», ha fatto notare) e dalla proposta, piuttosto, di aumentare il numero di posti nelle specializzazioni, mossa che avrebbe anche un impatto più a breve termine.

Il problema maggiore resta la carenza di personale, in particolare nei pronto soccorso, dove è sempre più difficile reperire medici. Da questo punto di vista, sostiene Crisanti, bisognerebbe alleggerire i punti di urgenza-emergenza - ai quali troppo spesso si rivolgono pazienti che non ne hanno reale necessità - potenziando la rete della sanità territoriale. Il candidato, impegnato nelle circoscrizioni estere, si è soffermato sulla "fuga dei cervelli", precisando: «Il punto non è che tanti italiani vadano all’estero, ma che lo facciano perché costretti da mancanze di alternative e riconoscimenti in Italia».

Al tema della sanità cittadina si è ricollegata Monica Sambo, segretaria comunale del Pd, che da tempo porta avanti la lotta per mantenere una serie di servizi sanitari all'ex Giustinian. E aggiunge: «A Venezia c'è un problema di fuga dei medici, ancora più marcata per quanto riguarda i medici di base. Anche su questo, bisogna lavorare per rendere la città più attrattiva per i lavoratori». Da parte del Pd, in generale, c'è l'appello a difendere la sanità pubblica, fermando «la spinta verso la privatizzazione».

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