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Biogas a Mirano, domani il giorno del giudizio: "Ci opporremo in tutti i modi"

Domani la Conferenza dei servizi a Mestre che deciderà in merito al progetto di centrale bioelettrica in via Porara. Preoccupazioni per il previsto aumento del traffico di camion

"E' necessario opporsi in tutti i modi alla costruzione della centrale a biogas di via Porara a Mirano da parte della ditta Bio 4 Energy srl perché ne va della salute di migliaia di cittadini di quell'area”. La presa di posizione è dei consiglieri regionali veneti Pietrangelo Pettenò (Fv) e Bruno Pigozzo (Pd) che, alla vigilia della Conferenza dei Servizi fissata per domani a Mestre, ribadiscono la propria adesione alle iniziative organizzate dai partiti del centro-sinistra per opporsi alla realizzazione “a ridosso del centro abitato, in un'area sottoposta a vincolo ambientale e a rischio idrogeologico” di questo impianto “che brucerà biomassa animale e vegetale proveniente da terreni a un raggio di cento chilometri, con un notevole incremento dei mezzi pesanti dedicati alla movimentazione delle merci e quindi del relativo inquinamento”. i prevedono
 

La società proponente prevede un traffico di circa 20mila tonnellate all’anno di materiale. Su camion provenienti da gran parte del Veneto orientale. Trattandosi di biomassa vegetale, il grosso del trasporto seguirà il ciclo delle stagioni. Giugno, agosto e settembre. Secondo i tecnici della Bio 4 Energy, di Vigonza, questo vorrà dire quasi venti viaggi al giorno nei periodi di raccolto.


“Il progetto - rilevano i due consiglieri regionali - ha un forte impatto paesaggistico e non presenta le garanzie necessarie per la tutela del benessere psicofisico dei residenti, non dà sicurezze quanto al contenimento degli odori molesti provenienti dall'impianto né sulla relativa mitigazione ambientale. Alla Giunta veneta - concludono - chiediamo di sospendere ogni autorizzazione all'impianto di Mirano e di predisporre con urgenza il piano energetico regionale, per evitare la proliferazione indiscriminata di questo tipo di impianti che stanno ammorbando la pianura veneta”.

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