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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Il decreto "anti inchini" incendia il dibattito: "Ma allora l'urgenza dov'è?"

Le norme sul passaggio delle grandi navi saranno in vigore dopo l'individuazione di una via alternativa. Costa: "Ci stiamo lavorando", Orsoni: "Soluzioni presto", Comitato: "Vincono le lobby"

Il dibattito sulle grandi navi in laguna si fa, se possibile, ancora più incandescente rispetto alle ultime settimane. Perché se prima riguardo i "condomini galleggianti" tutti erano in attesa di quanto avrebbe deciso ufficialmente il governo, ora la svolta c'è stata. Tutto è stato inserito nel decreto "anti inchini", così è stato battezzato, che se per altre zone a rischio del Belpaese prevede da subito dei paletti, per quanto riguarda Venezia, invece, rinvia tutto all'individuazione di una via d'acqua alternativa al canale della Giudecca.

E i conti a molti non tornano. Perché se è stata scelta la via del decreto interministeriale, firmato ieri pomeriggio in tandem dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini e quello per lo Sviluppo economico Corrado Passera, era per l'urgenza della situazione scoperchiatasi dopo la tragedia del Giglio. Per questo motivo il Comitato No Grandi Navi storce il naso, bollando come "debole di fronte alle lobby del crocerismo" il governo.

 

Il sindaco Giorgio Orsoni vede il bicchiere mezzo pieno invece. Soddisfatto per l'attenzione posta dall'esecutivo Monti su un problema per cui la città è molto sensibile: "Mi auguro che le soluzioni arrivino il più presto possibile", ha dichiarato. Eccolo l'altro punto focale della vicenda: quali soluzioni si profilano all'orizzonte per un'alternativa al passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco? Per ora l'unica rimasta sul piatto è lo scavo del canale Sant'Angelo-Contorta, nella laguna centrale, predisponendo una sorta di "senso unico" per le imbarcazioni di grande tonnellaggio in ingresso a Venezia.

Interpellato sull'argomento il presidente dell'Autorità portuale, Paolo Costa, si dice soddisfatto del decreto. "Mi sembra che finalmente si sia riportata la giusta proporzione tra navi e ambiente - ha dichiarato - Da un lato ci dà una grande responsabilità: di provvedere immediatamente a realizzare le alternative, cosa che, peraltro, stiamo già facendo. Dall'altro la ritengo una decisione presa nell'interesse della 'polis' nel suo complesso, senza accontentare singole frazioni di essa, che non devono mai diventare fazioni". Ed è semplice capire chi sia l'obiettivo delle sue parole. Il Comitato, infatti, ha bollato il progetto dello scavo del nuovo canale, per la cui conclusione si pensa al 2013, come "l'ennesimo scempio in laguna in contrasto con lo spirito e con la lettera delle leggi speciali per Venezia". Se la miccia era accesa, il decreto "anti inchini" l'ha fatta esplodere.

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