Allarme M5S in parlamento: "Mose a rischio prescrizione, così vince la corruzione"

La deputata Arianna Spessotto rilancia la proposta di legge pentastellata che blocca la prescrizione al momento del rinvio a giudizio

 

"Mentre la Corte dei Conti di Venezia ha accertato un danno erariale per oltre 37 milioni di euro per le tangenti del Mose, nell’indifferenza generale di politica e istituzioni, i grandi corruttori di uno degli scandali più grandi di questo Paese rischiano di farla franca, grazie alla scure della prescrizione, con il pericolo di annullare così, di fatto, tutto il lavoro di indagine compiuto dalle forze dell’ordine negli ultimi tre anni".

Con un intervento alla Camera la deputata del Movimento Cinque Stelle, Arianna Spessotto, ha ricordato come per lo scandalo delle dighe mobili, che avrebbero dovuto proteggere Venezia dall’acqua alta, sono stati indagati tutti i livelli politici che hanno ruotato intorno a questa opera faraonica: "Una vera e propria associazione a delinquere, un sistema di corruzione che ha travolto indifferentemente controllori e controllati, politica locale e nazionale - ha dichiarato in Aula - Lo Stato ha speso finora 5 miliardi e mezzo per un'opera che avrebbe dovuto essere consegnata dieci anni fa e su cui oggi, nonostante tutti i soldi spesi, non si hanno certezze circa i tempi di consegna né tantomeno sulla sua efficacia".

"Il Movimento Cinque Stelle - conclude l'esponente del Veneziano - ha presentato da tempo una proposta di legge che blocca la prescrizione al rinvio a giudizio in alternativa al giudizio di primo grado. Ovviamente tutti i partiti l'hanno bocciata, e questa situazione del Mose ci fa capire bene il perché: chi usa la politica per fare i propri affari vuole farla franca".

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