Dibattito del Movimento autonomia amministrativa Mestre e terraferma 19 febbraio 2015 al Due Portoni

Il Movimento Autonomia di Mestre e Terraferma prosegue il ciclo di incontri per individuare le dimensioni e i livelli ottimali di gestione amministrativa locale. Incontrare i sindaci e le sindache vicini finisce per dimostrare che esistono amministrazioni più virtuose e efficienti del grande e dispersivo Comune Unico di Venezia.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

COMUNICATO STAMPA
Riceviamo e pubblichiamo: "Il 19 febbraio si è tenuto al "Due Portoni" a Mestre un incontro organizzato dal Movimento per l'Autonomia Amministrativa di Mestre e della Terraferma. L'incontro è stato il secondo del ciclo "Mestre, ritorno al futuro", dopo il convegno che, a dicembre 2014, aveva riunito i presidenti delle municipalità di Terraferma, alcuni dei quali, nel dibattito che ne era scaturito nei giorni successivi, avevano ammesso che le municipalità sono prive di reali poteri e di sufficienti finanziamenti.
Dall'intervista del 19 ai sindaci e alle sindache, è emerso che i Comuni limitrofi tendono a favorire, anche grazie a dimensioni più umane e gestibili, la partecipazione, il coinvolgimento e il controllo da parte della popolazione.
Il sindaco di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner, ha citato i dati ufficiali, in base dai quali i comuni più efficienti ed economicamente virtuosi non sono quelli sopra i 250.000 abitanti, come Venezia, ma quelli di dimensioni più ridotte.
Il sindaco Alvise Maniero ha enumerato le forme di democrazia diretta attuate dal Comune di Mira, mentre la sindaca Silvia Conte ha replicato citando strumenti partecipativi francesi e sottolineato le importanti iniziative culturali messe in atto da Quarto d'Altino, tra cui lo sblocco del nuovo Museo e la risistemazione della biblioteca. Investimenti importanti , neppure paragonabili all'elemosina di soli 95.000 euro recentemente stanziati dal Commissario straordinario per tutte le associazioni culturali e teatrali mestrine.
Gli autonomisti mestrini, poi, hanno letto l'e-mail con cui il sindaco di Cavallino Treporti, Claudio Orazio, ha rifiutato il loro invito. Orazio, tuttavia, ammettendo che per la prima volta di essersi ricreduto, valutando ormai positivamente l'autonomia del comune litoraneo, distaccatosi da Venezia nel 1998.
Il consigliere direttivo Sebastiano Perale ha illustrato dei grafici dai quali si rileva che il Comune autonomo di Mestre avrebbe la massa critica e la popolazione ottimali per competere in un ambito veneto, avendo ben il 50% di abitanti in più anche rispetto all'unione del miranese, cioè la più grande unione di comuni dell'area.
Tutti i sindaci presenti hanno valutato negativamente l'impossibilità di elezione diretta del sindaco metropolitano, salvo che in caso di scorporo del comune capoluogo; il sindaco Mestriner ha ipotizzato che la città metropolitana rischi di essere utilizzata come foglia di fico per le deficienze dell'amministrazione comunale di Venezia. Viceversa, l'iniziativa referendaria sull'autonomia dei due comuni è stata portata quale esempio di partecipazione.
"I primi cittadini presenti hanno dimostrato grande amore per la propria città, nonché quella passione e dedizione, che vorremmo ispirasse anche i nostri futuri amministratori. Mestre può essere da meno?" ha commentato Stefano Chiaromanni.
Il Movimento ha ricordato che la proposta di legge per l'autonomia è stata bloccata in consiglio regionale dall'ignavia dei consiglieri, nonostante l'ultimo parere legale prodotto confermi la perfetta compatibilità dell'iter seguito con la legge Delrio"".
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