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M5S contro la vendita dei quadri: "Il sindaco tagli le partecipate"

I grillini lagunari all'attacco: "Dichiarazioni provocatorie, Brugnaro dovrebbe invece agire sui carrozzoni comunali e ottenere fondi dal Governo"

Un errore vendere opere d'arte appartenenti ai cittadini, quando ci sarebbero ben altri modi per "fare cassa" in Comune. È ciò che sostengono gli esponenti del Movimento 5 Stelle veneziano, puntando il dito contro la proposta di Luigi Brugnaro di mettere all'asta alcuni quadri che non hanno direttamente a che fare con la storia lagunare. I pentastellati presentano così una diffida contro "questo sindaco incapace e parolaio, che cerca di coprire il suo fallimento e la sua inerzia attraverso una cortina fumogena di dichiarazioni estemporanee e provocatorie".

"Anziché metter mano nella selva di partecipate - spiegano -, razionalizzare un'elefantiaca macchina comunale, tagliare consulenze e dirigenti, ritrattare i contratti, smontare il carrozzone dei Musei Civici, rivalorizzare il  patrimonio immobiliare, cerca di accattivarsi la simpatia dei cittadini buttando l'idea, come se fossero suoi, di vendere i più preziosi beni pubblici. A favore, egli dice, del mantenimento degli asili o della ristrutturazione delle scuole". "I capolavori che progetta di vendere - proseguono - appartengono a pieno titolo alla storia della Venezia novecentesca". Oltretutto "togliendo le opere di maggiore attrazione, il museo di Ca' Pesaro finirà per chiudere. Diffidiamo Brugnaro dal voler perseguire un pareggio di bilancio attraverso vendite indiscriminate".

Anche perché, ricordano i grillini, i fondi per la sistemazione degli edifici scolastici ci sono già, previsti dai programmi del Governo ("perché a Venezia non arriva un solo centesimo dei 64.894.306,18 euro già stanziati allo scopo per il Veneto?" e da quelli della Regione ("Quattro mesi fa Zaia ha stanziato 54 milioni di euro a favore dei soli asili nido e delle scuole d’infanzia paritari del Veneto"). "Per giunta Brugnaro annuncia che venderà terreni all’aeroporto, minimizzando sull’impatto ambientale e affossando definitivamente il progetto di un nuovo stadio". Infine un affondo sul progetto del canale Vittorio Emanuele, via alternativa per le grandi navi: "La contraddizione è che Brugnaro pensa di dare il via libera a faraonici lavori di scavo nella laguna, che evidentemente presuppongono il reperimento di altrettanto faraoniche risorse economiche".

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