Politica

La Giunta al bivio, soluzione "tecnica" o dimissioni in blocco?

Il sindaco Orsoni vuole proseguire fino al 3 luglio, il Pd invece intende far saltare il tavolo, ma nessuno sembra avere i numeri per fare come vuole

Scenari incerti nelle aule di Ca' Farsetti, dove dopo due settimane di tempesta il cielo resta scuro anche quando si deve decidere come finire, una volta per tutte, l'esperienza della Giunta Orsoni: il sindaco dimissionario vorrebbe infatti arrivare fino in fondo ai venti giorni previsti dalla legge, approfittando di questo tempo per formare una giunta “tecnica” con cui approvare le ultime delibere fondamentali per la città, la maggioranza invece, ormai in guerra aperta con il primo cittadino, spera di staccare la spina definitivamente entro lunedì, ma non ha più i numeri per farlo. Sul tavolo, in attesa che la politica locale esca da quest'ennesimo pasticcio in cui si è infilata da sola, restano provvedimenti essenziali per la città, come gli orari estivi dei vaporetti, il trasferimento del mercato ortofrutticolo, i fuochi del Redentore e altro ancora.

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TIRO ALLA FUNE – Il termine ultimo perché Giorgio Orsoni liberi il suo ufficio di Ca' Farsetti dopo le dimissioni della scorsa settimana è il 3 luglio, quando al suo posto arriverà un commissario esterno che si occuperà di gestire la città e la macchina amministrativa fino alle elezioni del 2015. Ad Orsoni, d'altronde, il ministero dell'Interno, attraverso il Prefetto, ha già detto che per approvare qualsiasi cosa avrà bisogno di una Giunta, e infatti il sindaco martedì in riunione capigruppo ha proprio spinto per la sua idea di sostituire i consiglieri e gli assessori dimessisi ripescando tra i non eletti (come prevede la legge), chiamare un paio di tecnici e proseguire. Diversa l'opinione della maggioranza, capitanata dal Pd, che replica al sindaco dicendo che una Giunta già esisteva e che è stato lui ad azzerarla venerdì scorso, in quello che ha dichiarato essere un gesto per dimostrare la sua lontananza dalla politica dei partiti (evidentemente infastidendo di fatto proprio i Democratici). Il centrosinistra, insomma, vorrebbe dimettersi in blocco e chiudere la faccenda già lunedì, ma neppure il Pd può fare come desidera: con la defezione di Jacopo Molina la settimana scorsa, infatti, i Democratici non hanno più il numero utile per far crollare il palco (servono 24 consiglieri) e si ritrovano costretti ad elemosinare supporto da alleati ed avversari. Ma Udc e Federazione della Sinistra, per quanto abbiano deciso di cambiare lato del Consiglio e schierarsi con l'opposizione, non intendono lasciare gli scranni, In Comune resta un'incognita e il centrodestra non pare intenzionato ad aiutare i rivali. La Giunta è insomma ostaggio di sé stessa.

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