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Sabato, 13 Agosto 2022
Politica

Autonomia: pronto il ddl, presto in Consiglio dei ministri. Zaia: «È una svolta per il Paese»

L'annuncio del ministro Mariastella Gelmini oggi alla Camera

Il disegno di legge sull'Autonomia «è pronto ed è mio intendimento portarlo quanto prima all’esame del Consiglio dei Ministri». Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, rispondendo al question time alla Camera. Lo scorso aprile, «il testo ddl è stato trasmesso alle amministrazioni competenti per l’avvio dell’istruttoria formale preliminare alla presentazione in Consiglio dei ministri e al Mef, che ha richiesto alcune modifiche, peraltro integralmente recepite nella versione del testo che sta circolando».

Il disegno di legge sarà oggetto di ulteriori limature e aperto a modifiche migliorative, «ma comunque maturo per la discussione in Consiglio dei Ministri che dovrà valutarlo nel suo complesso, anche alla luce dell’attuazione del federalismo fiscale, quale riforma abilitante del Pnrr da realizzare entro il 2026». Gelmini ha quindi sottolineato che «la richiesta di maggiore autonomia, un tempo limitata a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, è stata ora annunciata da altre tre Regioni (Piemonte, Liguria e Toscana) e giunge dunque da territori che rappresentano circa la metà della popolazione italiana». L’autonomia differenziata non è più dunque un tema di contrapposizione fra il Nord e le altre aree del Paese, ma ha assunto la dimensione di una questione nazionale.

Esprime soddisfazione il presidente del Veneto, Luca Zaia, per il quale si tratta di una svolta per l'Italia: «Fa piacere finalmente vedere che si comincia a parlare dell’adozione della legge quadro sull’autonomia. - ha spiegato - Come Regione abbiamo svolto tutta l’attività, siamo convinti che sia stato fatto un buon lavoro, abbiamo saputo anche rispondere a quelle perplessità che possono naturalmente venire ai cittadini che non fanno parte di questo progetto, fermi restando che non stiamo parlando di un atto sovversivo, non stiamo parlando della "secessione dei ricchi", ma stiamo parlando semplicemente dell’applicazione degli articoli della Costituzione».

«La verità - ha proseguito il governatore - è che noi siamo disponibili a spiegare a chiunque che l’autonomia differenziata non è assolutamente un atto di egoismo, ma è una vera e propria assunzione di responsabilità. È un segno di modernità e, volenti e nolenti, se questo Paese non vuole portare i libri in tribunale prima o poi questo passo lo deve fare. Lo deve fare per gradi, lo deve fare ovviamente come è stato impostato il lavoro, ma pensare di andare avanti con questa modalità di interpretazione e gestione del Paese è fuori dal tempo e fuori dalla storia, una visione medievale che deve essere superata con una modernità che già molti Paesi hanno adottato, dimostrando sul campo che funziona».

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