Ditec spa, vertice a palazzo Ferro-Fini per salvare novanta posti di lavoro

L'azienda specializzata in porte automatiche ha chiuso l'anno in attivo del 12%. Nel 2009, però, è stata acquistata da una multinazionale svedese che ora vorrebbe delocalizzare

Oggi, a palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale, si è svolto un incontro relativo all’azienda Ditec Spa di Quarto d’Altino. Presenti l’assessore provinciale al lavoro Paolino D’Anna, il presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato, l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan, il presidente della commissione consiliare Commercio e lavoro della Regione Luca Baggio, Giuseppe Minto della Fiom Cgil Venezia e una rappresentanza dei lavoratori. Il prossimo appuntamento sulla vertenza Ditec sarà a Roma il 9 gennaio 2012, nella sede del ministero dello Sviluppo economico.
 
La Ditec Spa è un’azienda nota per la produzione di porte automatiche, presente sul territorio altinate dal 1995, precedentemente con sede a Marcon. Quest’anno la Ditec ha chiuso il bilancio con un +12%. Nel 2009 è stata acquistata dalla multinazionale svedese Assa Abloy che, il 6 dicembre scorso, ha annunciato l’intenzione di delocalizzare la produzione nella Repubblica Ceca e in Cina, e per questo motivo ha presentato un piano di ridimensionamento che riguarderebbe 90 dipendenti.
 
In merito è intervenuta la presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto,
che dall’inizio del mandato amministrativo, è a fianco dei lavoratori nella difesa dell’occupazione: "Dobbiamo riuscire a risolvere questo problema assieme, unendo tutte le nostre forze - ha dichiarato - Non possiamo permettere che un’azienda sana, con un mercato in crescita, vada a produrre all’estero impoverendo ulteriormente il nostro territorio già fortemente penalizzato. Continueremo la nostra battaglia a fianco dei lavoratori, e a tutela del lavoro, che nel caso specifico non soffre una crisi né di mercato, né di prodotto".

Sulla stessa lunghezza d'onda l'assessore D'Anna: “E’ una situazione che definisco assurda. E’ vergognoso che una multinazionale comunichi all’improvviso ai lavoratori il piano di ridimensionamento, un’azienda con oltre trent’anni di storia nel nostro territorio e che gode di ottima salute. Appena appresa la notizia mi sono subito messo in contatto con l’assessore regionale Donazzan e con il ministero dello Sviluppo economico per riuscire a fare chiarezza quanto prima, perché - conclude l'assessore - vogliamo e dobbiamo difendere i 90 lavoratori interessati da questa decisione e le loro famiglie”.

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