Don Albino Bizzotto appoggia la nostra battaglia contro la “Via del Mare”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Pochi giorni fa ho incontrato Don Albino Bizzotto presso la sede della sua associazione. Abbiamo parlato delle ragioni (da me condivise) che l'hanno spinto al gesto estremo dello sciopero della fame contro la cementificazione e i progetti di finanza per infrastrutture inutili e massacranti per il territorio. Ho evidenziato come anche il territorio meolese rischia di finire stritolato a causa della via del mare opera assurda ed indecente. Abbiamo convenuto che la battaglia di civiltà da noi iniziata oramai 5 anni fa debba essere portata avanti e anzi amplificata. Ora come ora l'urgenza che abbiamo è quella di bloccare il bando ma il vero obiettivo è quello di togliere definitivamente la via del mare dai progetti della regione. Per questo insieme a Don Albino ed ai cittadini chiediamo a Zaia che sospenda il bando; è un atto doveroso, un gesto di rispetto e responsabilità nei confronti dei veneti. Il sistema marcio di appalti smascherato dalle ultime inchieste e la sempre più palese connivenza tra una certa politica e una certa imprenditoria non devono più esistere. Siamo stanchi di spot Zaia intervenga a favore e a difesa della collettività, dell'ambiente e del territorio. Estendo l'invito a rivedere la posizione sulla treviso mare a pagamento anche al sindaco Basso e a tutti quegli amministratori locali e provinciali (Muraro e Zaccariotto) che hanno assecondato questo disegno scriteriato e vergognoso. Siamo pronti a seguire l'esempio di Don Albino rilanciando la proposta emersa in questi giorni del digiuno a staffetta rimanendo per 24 ore a digiuno; è tempo di cambiare il modo di governare il territorio rimettendo al centro la democrazia, la trasparenza, la partecipazione, la sostenibilità e la condivisione.

GIAMPIERO PIOVESAN

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