La campagna 5 Stelle preme: «Innovazione e digitalizzazione». Si riparte dal Vega

Il parco scientifico tecnologico di Marghera sotto il peso dei debiti sostiene l'incubazione di start up all'avanguardia. Pisano: «Va migliorata ovunque la connessione, occorre far presto»

Il ministro Paola Pisano e il candidato sindaco 5 Stelle Sara Visman

I 5 Stelle scelgono il Vega, parco scientifico tecnologico di Marghera, per lanciare il tema della digitalizzazione che è nel programma della campagna elettorale delle comunali e regionali. Venerdì mattina a supportare i candidati alla presidenza del Veneto, Enrico Cappelletti, e a sindaco di Venezia, Sara Visman, c'è il ministro per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano, oggi in visita in Veneto. L'amministratore unico del Vega, Roberto Ferrara ricorda la situazione del parco, emblema di un'innovazione trainata dall'ingegno e dalla tenacia delle piccole imprese, in un contesto che non sa ancora coltivarle abbastanza e fare suoi i prodotti del genio creativo del nostro paese. Rischiando di vederli andare via, spesso all'estero. «Il Vega significa 100 aziende, 2 mila addetti, 4 milioni di fatturato, ma siamo in concordato di continuità e questo pesa - dice Ferrara - Abbiamo ereditato 15 milioni di euro di debiti, non possiamo investire, promuovere eventi. Però in 5 anni abbiamo portato al 100% l'occupazione del parco, al punto che non potremmo al momento accogliere altre imprese». E questo vale anche per le start up che, grazie a un regime burocratico e fiscale speciale, possono venire a nascere al Vega e rimanere nell'incubatore fino a svilupparsi come piccole imprese. «Ho detto al ministro Pisano che c'è bisogno di sostegno per questo. Abbiamo creato tre cluster: turismo, sanità e manifattura-artigianato come ambiti di sviluppo dei progetti», afferma Ferrara. Ma la differenza la fa anche un contesto ricettivo, capace di riconosceere e trattenere l'innovazione.

Angelo De Bortoli ha iniziato nel settore della diagnostica e della biologia molecolare, diventata indispensabile con il Covid. L'azienda è Experteam: 20 dipendenti e 200 clienti nazionali. «Abbiamo iniziato con i primi test per l'epatite tipo c. Nel giro di qualche anno la biologia molecolare applicata all'epatite è diventata quella più usata al mondo, è roba da multinazionali - dice De Bortoli - Ma nel nostro paese manca una capacità di far crescere le aziende che si sviluppano altrove, in Germania, in Canada. Eppure - continua - le nostre università sono forse superiori a quelle estere. Manca il passaggio successivo per portare una piccola idea a diventare azienda. Ora noi produciamo kit per il Covid. ogni giorno vengono utilizzati dai 50 ai 100 mila test al giorno in Italia. Si basano sull'amplificazione di un tratto del virus per poterlo rilevare e vedere. Ma all'80% questi kit arrivano dalla Corea e non c'è nulla di particolarmente difficile o complesso che non saremmo in grado di fare: è solo un fatto di organizzazione economica e industriale. La politica - conclude - non deve permettere che le aziende nascano, crescano e poi vengano utilizzate da una industria straniera».

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«Le start up che ci sono qui sono indirizzate verso quello che oggi serve nel territorio, come la personalizzazione del servizio. Le premesse ci sono, c'è tanto da fare e migliorare grazie alla connettività e il sistema del digitale - dice il ministro Pisano -. Ci siamo resi conto in pieno lock down come è stato un problema lavorare e far seguire ai nostri figli le lezioni a distanza senza una connessione alla rete efficace. Ancor più sappiamo che ci sono zone dove non arriva nessun tipo di connettività in Italia e questo riguarda 16 mila persone: c'è dispartità sociale. Il governo ha iniziato a muovere i primi passi verso un'infrastruttura che sia più capillare. Inoltre servono competenze nell'innovazione e digitalizzazione - dice Pisano -  che si formano anche attraendo aziende internazionali che sappiano sviluppare i servizi e analizzare i dati». Questo non significa abbandonare alla mercè degli altri le nostre potenzialità, spiega il ministro dell'innovazione e digitalizzazione. Ad esempio, «l'ambito delle telecomunicazioni è strategico per i servizi digitali, e come altre aziende italiane è tutelato dal nostro governo dalle scalate ostili attraverso il golden power».

«Quello che la tecnologia può offrire per l'organizzazione del vivere quotidiano e per la pubblica amministrazione deve trovare applicazione - per il candidato sindaco Sara Visman - ad esempio nelle politiche edilizie, nella gestione flessibile dei trasporti o nella progettazione di destinazioni innovative per il riutilizzo di capannoni dismessi, che non necessariamente devono trasformarsi in alberghi, come sta succedendo a Murano - spiega Visman -. Il Vega è nato per dare un'alternativa a Porto Marghera e promuovere tecnologie e lavoro. Ma se le imprese non hanno spazio per insediarsi e svilupparsi poi, perché a Marghera mancano ancora bonifiche e marginamenti, non attecchiscono». Per il candidato presidente del Veneto, Enrico Cappelletti: «Abbiamo molte idee e brevetti, però siamo deboli nella fase di industrializzazione, spesso e volentieri i frutti di questa ricerca vengono raccolti dagli altri paesi che acquistano le aziende in crescita o ne utilizzano le idee e la creatività. La politica deve essere in grado di fornire gli ausili necessari per riuscire a mantenere nel nostro territorio queste aziende straordinarie».
 

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