Aeroporto, due posizioni e un obiettivo: «Un terminal all'altezza di Venezia»

I candidati sindaci Stafano Zecchi del Partito dei Veneti e Marco Gasparinetti di Terra e Acqua sul Marco Polo

Aeroporto

Venezia, «capitale d'Europa deve avere un grande terminal internazionale in una visione organica e sinergica tra porto e aeroporto». È la proposta del professor Stefano Zecchi, candidato sindaco del Partito dei Veneti, per uscire dalla crisi commerciale e dalla scadente qualità turistica. Porto e aeroporto non possono più essere gestiti in modo separato, per Zecchi, «quasi ignorandosi - prosegue il professore - Venezia deve diventare competitiva e attrattiva a livello internazionale, e questa è l’occasione migliore per farlo, dato il momento di stasi, altrimenti sarà inevitabile la concorrenza e supremazia di Trieste».

I trasporti

Per Zecchi va realizzare la seconda pista, «da troppo tempo ferma per inutili discussioni», senza escluderne anche una terza, spiega, in modo da poter reggere un maggiore traffico di arrivi e partenze per i prossimi decenni. «Nel contempo, però, si deve sviluppare, sul fronte della qualità urbana, delle infrastrutture e della ricettività, l'area del quadrante di Tessera. Oggi la zona fuori dell'aeroporto è penosa, sembra una squallida e abbandonata periferia, neppure di una metropoli». La conseguenza è, «ripensare anche alla riorganizzazione dei mezzi di trasporto da Venezia e all'aeroporto e viceversa. Il vantaggio sarà la ricaduta economica sul territorio e una gestione razionale dei flussi degna di una città su cui sono rivolti gli occhi del mondo».

Gli investimenti

Marco Gasparinetti, candidato sindaco di Terra e Acqua 2020, allo stesso modo ritiene «il Marco Polo un hub intercontinentale che non può erogare un livello così basso di servizi. L'immagine della città passa anche dalla porta d'ingresso principale del turismo internazionale, che, come utente non ho mai visto versare in una situazione così desolante. Per Save era facile quando si trattava di macinare utili a valanga, ora che Venezia avrebbe bisogno di un aeroporto all'altezza della sua reputazione, la scelta è quella di mantenere chiuse molte attività, riducendo i costi e lasciando a casa molti lavoratori, a cui va la nostra solidarietà», dice.

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«Buon turismo»

Per Gasparinetti rilanciare l'economia della città significa «far ripartire gli investimenti, come stanno facendo molti albergatori che, pur coscienti dell'impossibilità di riempire le camere delle loro strutture, stanno lanciando segnali al mondo». Nel programma di Terra e Acqua 2020, ricorda il candidato sindaco, è sottolineato come il turismo su cui puntare sia quello pernottante e in questo Mestre e Venezia «devono lavorare assieme». Gasparinetti dal 31 agosto scorso si è trasferito a Mestre. «Un modo per esser più vicino alle esigenze dei cittadini».

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