Comunali 2020

Autorità per la laguna, Zecchi: «Un disarmo veneziano»

Il professore e candidato sindaco: «Si lasciano a Roma le decisioni sul futuro della città. Scippata un’ulteriore parte di autonomia decisionale. Una scelta che va assolutamente fermata»

Laguna dallo spazio, archivio

«L’Autorità per la laguna è un errore che rischiamo di pagare in futuro e va a depauperare ulteriormente le istituzioni veneziane, Regione e Comune, lasciando a Roma le decisioni sul futuro del Mose e della laguna». A commentare la decisione del governo per Venezia, nell'ambito del decreto agosto, è il professor Stefano Zecchi, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative della città. L’approvazione della norma in Consiglio dei Ministri per Zecchi, «va nella direzione opposta rispetto al nostro programma che punta al riconoscimento di uno Statuto speciale per Venezia».

Per lui «avrebbe più senso ricostituire il Magistrato alle Acque con competenze e conoscenze del territorio. L'Autorità - dice - scelta calata dall’alto è un disarmo veneziano che dimostra quanto poco conti oggi Venezia nel panorama nazionale e nelle questioni che la riguardano». Alla città, secondo il candidato «viene scippata un’ulteriore parte di autonomia decisionale». Una autodeterminazione che Zecchi e il Partito dei Veneti, che lo sostiente, ritengono «inevitabile dopo trent’anni di amministrazione della città da parte del Pd e un mandato del sindaco Brugnaro che in questi 5 anni ha atteso una telefonata dal ministero per essere aggiornato sul Mose, senza considerarlo una priorità. L’incapacità di governare in casa propria ha consegnato le chiavi di Venezia a Roma, ma è una scelta che va assolutamente fermata».

«Venezia – prosegue Zecchi - deve cercare di tenere in casa le proprie istituzioni, nell’ottica di una puntuale e rapida risoluzione di problemi locali. In questa direzione va lo Statuto speciale di cui chiediamo il riconoscimento per la città, conformemente a quanto disposto dai trattati europei, per promuovere esenzioni fiscali ai cittadini e alle imprese, avviare una efficiente politica dei trasporti, dei servizi e delle infrastrutture».


 

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