Tutti contro Brugnaro sull'Autorità per la laguna di Venezia

Zecchi e Sitran invocano una gestione locale attraverso uno statuto speciale. Baretta sottolinea l'importanza delle risorse necessarie «che Venezia da sola non è in grado di avere»

Molo Sali, laguna di Venezia. Archivio

«L’attacco che Salvini e Brugnaro stanno portando all’Agenzia nazionale per Venezia è un suicidio economico», per il candidato sindaco Pier Paolo Baretta. «Il sindaco si rilegga la legge speciale, vedrà che l'Agenzia è la continuità di essa. Dopo l’acqua alta del '66 si privilegió il dialogo e si ottenne il risultato. Con l’Agenzia rinasce il Magistrato alle acque e si stanziano le risorse necessarie per la gestione del futuro che Venezia da sola non è in grado di avere. E poi, basta con una politica offensiva e che divide - aggiunge Baretta -. Con un linguaggio da terrorismo elettorale si sostiene che chi non è d’accordo con loro è un “traditore” di Venezia», afferma Baretta.

Leva fiscale territoriale

Brugnaro è contro il tentativo del governo di «espropriare» i poteri a Venezia. «Adesso basta - tuona il candidato sindaco Marco Sitran - Brugnaro, con l’aiuto dei suoi alleati, sostenuto da Zaia grida allo scandalo per le competenze che a Venezia verrebbero tolte e date ai ministeri competenti. Ora come ora - dice Sitran - meglio allo Stato piuttosto che agli interessi personali del primo cittadino Brugnaro che ha bloccato Venezia per cinque anni e ne ha fatto un brand per gestire gli interessi personali - scrive - . L’unica possibilità è l’ottenimento di uno statuto speciale che permetta al Comune di trattenere il residuo fiscale (circa tremila euro pro-capite, circa 220 milioni all’anno) che potrebbero essere destinati alla residenzialità e alla tutela delle piccole imprese artigiane».

«No legge speciale ma statuto a Venezia»

Contro l'Autorità per la laguna del decreto agosto del governo anche il candidato sindaco del Partito dei Veneti, Stefano Zecchi. «Solo con l'autogoverno della laguna i cittadini sono protagonisti della loro realtà lagunare - dice - Ha senso ricostituire il Magistrato alle acque, quelle magistrature che con competenze e conoscenze del territorio hanno sempre svolto efficacemente il loro lavoro. È un disarmo veneziano l'Autorità per la laguna - prosegue il professore - Un errore che rischiamo di pagare in futuro e va a depauperare ulteriormente le istituzioni veneziane, Regione e Comune, lasciando a Roma le decisioni sul futuro del Mose e della laguna. Venezia – conclude Zecchi - deve cercare di tenere in “casa” le proprie istituzioni, nell’ottica di una puntuale e sempre più rapida risoluzione di problemi locali. In questa direzione va lo statuto speciale per promuovere esenzioni fiscali ai cittadini e alle imprese residenti».

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