Salvini in centro a Mestre: «Una nuova legge con la galera per gli spacciatori»

Con lui il governatore del Veneto Zaia. «Le elezioni si vincono lunedì 21 dopo la chiusura dei seggi. Sapete come la penso, vota per chi vuoi ma vai a votare»

Matteo Salvini all'M9 con Andrea Tomaello coordinatore provinciale Lega

Varca la soglia dell'M9 tra chi gli chiede un selfie e chi gli scatta una foto: il leader della Lega Matteo Salvini è arrivato a Mestre sabato, con il presidente della Regione Luca Zaia, a sostegno della campagna elettorale. «A Venezia non c'è bisogno della quantità, delle masse che si fermano a bere lattine e poi le buttano a terra, ma della qualità: visitatori che vengono a dormire, a comprare prodotti dell'artigianato locale - dice Salvini - Con i no, no tav, no tap e no nav non si va da nessuna parte, bisogna equilibrare il rispetto della laguna e della città, con la tutela del lavoro. Il governo attuale non ama né Venezia, né il Veneto - continua Salvini -. Addirittura sul Mose sta togliendo competenze. Ci sono tante Venezie, quella del centro storico, c'è Mestre, la terraferma, il Lido, quindi come Lega abbiamo l'ambizione di rappresentarle tutte e restituirle ai veneziani. Una città da vivere anche per chi ha delle disabilità». Sulla sicurezza a Mestre e contro lo spaccio il leader della Lega è lapidario: «Serve una legge nuova che metta in galera lo spacciatore di qualsiasi quantità e di qualsiasi tipo di droga».

Il voto

Zaia torna sulla sanità: «Non sto qui a parlarvi di Covid. Ma qualcuno ha detto che ho ipnotizzato i veneti con la comunicazione. Se tu dici una roba del genere, vuol dire che consideri i veneti degli idioti. Io mi offenderei». Su Venezia: «Il sindaco Brugnaro avrà un buon risultato, saranno i cittadini a riconoscergli il grande lavoro fatto». Sbagliato sedersi e dare per scontata la vittoria, commentano segretario e presidente della Lega. Per Zaia, «le elezioni si vincono lunedì 21, dopo la chiusura dei seggi». «Un errore adagiarsi in questi ultimi giorni - esorta Salvini - e dire, "abbiamo già vinto, tanto vota mio cugino". Ogni singolo voto per la Lega è un mattoncino in più per l'autonomia». Poi si lascia un po' più andare: «Comunque vada sarà un successo. Se i 50 punti percentuali che abbiamo di vantaggio sulla carta in Veneto si realizzano, portiamo a casa un risultato che passerà nella storia della democrazia. Ci prenderemo la Puglia. E guardiamo alla Toscana e alle Marche - per 40 anni di centrosinistra -. Venezia per la Lega non è mai stata terreno semplicissimo, 5 anni fa abbiamo preso l'8%, ma ora si sente che l'aria è cambiata».

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