Gasparinetti di Terra e Acqua 2020 ha già un prosindaco: è Claudio Checchin

Classe 1987, laureato in scienze politiche e allenatore di pallacanestro. Vive alla Gazzera. «Lavorare subito sulla sicurezza e il rilancio dei negozi. Servono poteri decisionali, di spesa e capacità di ascolto»

Marco Gasparinetti e Claudio Checchin

«Ci fa molto piacere che il candidato del Pd Pier Paolo Baretta, nel calare il suo asso nella manica, lo peschi dal nostro mazzo». Così Marco Gasparinetti in chiusura di campagna elettorale all'M9 giovedì pomeriggio. «Il prosindaco è la proposta di Terra e Acqua per Mestre, è farina del nostro sacco», afferma e ne svela il nome. Classe '87, nato e cresciuto a Mestre, «ha la statura necessaria per ricoprire questa importante carica», dice il candidato sindaco: è Claudio Checchin. Ha vissuto alla Gazzera e ora risiede ad Asseggiano. Laureato in Scienze Politiche all’Università di Padova, ama lo sport ed è allenatore di pallacanestro da dieci anni. Lavora in un’associazione di categoria e ama la sua città.

«Intendo istituire un senso civico che parta dalla conoscenza del nostro territorio e consegni una città rigenerata alle nuove generazioni. Voglio contribuire alla costruzione di un Comune su misura per i giovani, che possa offrire opportunità lavorative, socio-culturali e abitative», spiega Checchin. L'iter parte da una modifica dello Statuto comunale, poi si istituisce una carica ufficiale di prosindaco con poteri decisionali e di spesa. «Mestre - dice il candidato - non è una città senza storia, ma ha bisogno di ristabilire un'identità, e un prosindaco serve a questo». Il primo intervento in terraferma riguarda la sicurezza, spiega Checchin, e la rivitalizzazione dei negozi. «Non solo in centro, anche in tutto il resto della terraferma. Vorremmo creare delle associazioni di commercianti in loco che interagiscano direttamente con il prosindaco. L'ascolto è necessario. Poi servono incentivi per l'imprenditoria giovanile, la riduzione delle strisce blu, e in certe aree della Ztl. Penso anche a una proroga della concessione dei plateatici. Manca una progettualità, anche dal punto di vista del turismo: si possono creare percorsi alternativi recuperando i Forti, ma anche i parchi e gli stadi: il Penzo e il Baracca possono essere utilizzati durante la settimana. Il dialogo con i cittadini sarà la chiave della nostra amministrazione - conclude - La porta del prosindaco sarà sempre aperta».

«Sicuri di andare al ballottaggio, escludiamo accordi con il sindaco uscente, per il resto parleremo con gli altri - dice Gasparinetti - sicuramente con chi non ha dimostrato posizioni estreme. Baretta si vedrà, in questo momento non sto parlando con nessuno, il mio obiettivo è diventare sindaco». Tra i progetti culturali in terraferma Gasparinetti parla di un museo diffuso di Mestre, valorizzando Forte Marghera come museo del Risorgimento, l'M9 e l'ex scuola De Amicis per un museo di Mestre in cui trovino spazio i reperti della terraferma. «Il turista avrebbe la possibilità di scoprire la storia di questa città e del suo centro storico, Castelvecchio, il ponte, tutto il circuito da sud-ovest a nord-est delle 12 fortificazioni che proteggevano Mestre a semicerchio da Poerio fino alla caserma Pepe. Non ci può essere lavoro solo nell'ambito delle strutture di accoglienza», dice Gasparinetti e presenta Laura Urbani De Gheltof. Di lei dice che sarà un assessore. È nipote di Giuseppe Urbani De Gheltof che si occupò di recuperare e repertare le tracce storiche del passato della storia antica di Mestre. Laura parla del recupero dell'interconnessione tra Venezia e Mestre attraverso la catalogazione dei reperti che si trovano negli scantinati della scuola De Amicis.

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