Mercoledì, 22 Settembre 2021
Comunali 2020

Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli contro il ponte di Calatrava

Mercoledì l'architetto e politico era a Venezia per la campagna elettorale di Fratelli d'Italia e si è scagliato contro il ponte

Calatrava, archivio

Il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che oltre all'attività politica ha svolto la professione di architetto, mentre si trova mercoledì a Venezia per la campagna elettorale di Fratelli d'Italia si scaglia contro il ponte di Calatrava. «Sostenere una conferenza in un albergo storico posto sotto il ponte della Costituzione mette ansia. L’armonia leggiadra della laguna, le facciate merlettate dei palazzi, sono colpite da un pugno allo stomaco rappresentato da questo mostro d’acciaio e vetro». Rampelli attacca le gestioni precedenti della città per l'opera. «Come si fa a dare l’incarico a un’archistar che ha fatto opere che ignorano il contesto in cui sono collocate in tutto il mondo?», commenta.

«Venezia - continua - è una città sull’acqua tra le più umide al mondo. Non ci voleva una scienza infusa per capire che la condensa avrebbe trasformato i gradini in piste da pattinaggio e i pedoni ci sarebbero volati sopra - per Rampelli - anche le conseguenze urbanistiche sono state negative», perché il ponte ha spostato i flussi di transito con un danno economico per gli esercizi commerciali e le attività artigianali, spiega.

«In epoche migliori si sarebbe fatta probabilmente autocritica e immaginata una repentina demolizione recuperando il tanto ferro e il vetro da impiegarsi in più nobili cause - conclude il vicepresidente della Camera -. Oggi si troverà mai un ministro per i Beni culturali capace di incoraggiare un sindaco a purificare il territorio dai mostri (sacri, ma sempre mostri) e restaurare il profilo della sua città?». 


 

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