Comunali 2020 Mestre Centro / Piazza Erminio Ferretto

Ultimo comizio elettorale, Brugnaro replica a Zecchi: «Non c'è stata alcuna prepotenza»

«Nulla pregiudicava che il palco e il service fossero condivisi. Polemica pretestuosa». Il professore: «il sindaco sa che le disposizioni sull'assegnazione di spazi, orari e modalità sono rigorose»

La sera del comizio in piazza Ferretto

Sindaco uscente contestato venerdì sera dal candidato professor Stefano Zecchi che alle 21 non ha tenuto il comizio elettorale in piazza Ferretto come doveva avvenire. Il professore ha documentato attraverso foto e video che lo spazio a lui assegnato a quell'ora non era disponibile, addebitando la causa alla presenza di gran parte del palco adoperato poco prima da Brugnaro per il suo intervento e non smontato in tempo. Secondo lo staff del primo cittadino: «nessuno ha mai ostacolato il comizio del candidato Zecchi. Quello di Luigi Brugnaro è terminato alle 19.30 come previsto, poi sono proseguite le attività di disallestimento. Nulla pregiudicava il fatto che il palco e il service  - affittati, non pubblici - potessero essere condivisi, né che l’installazione del palco di Zecchi avvenisse in un altro punto, come la fontana, più volte utilizzata per i comizi. Nessuna prepotenza o altro, - continua lo staff - sembra più che altro l’abile regia dell'entourage del candidato che riesce a far parlare di sé anche in giorno di silenzio elettorale, costruendo ad arte una polemica pretestuosa che copre la scarsità di partecipanti al suo comizio. Il lungo soggiorno milanese ha forse fatto dimenticare le ampie dimensioni di piazza Ferretto dove è possibile far coesistere più iniziative contemporaneamente». 

«Rifiutiamo - commentano dall'entourage di Zecchi - quelle allusioni inopportune da parte dello staff del sindaco per la preoccupazione della crescita di consensi del professor Stefano Zecchi. Come Brugnaro ben sa, le disposizioni che regolano i comizi elettorali prevedono l'assegnazione di determinati spazi, orari e modalità, da cui non ci si può discostare a piacimento. Le prescrizioni della prefettura sono rigorose: “I limiti di tempo fissati per ogni comizio dovranno essere osservati scrupolosamente, assicurando un congruo intervallo tra la fine di un comizio e l'inizio di quello successivo”. Questo non è accaduto e il nostro comizio di fine campagna elettorale, non solo comunale ma anche regionale, con la presenza di diversi candidati al Consiglio regionale, è saltato perché non è stato disallestito il palco di Brugnaro entro le 21 ma è stato smontato dopo le 22, orario in cui, guarda caso, era stabilita la fine del comizio del Partito dei Veneti. La causa del ritardo nel disallestimento non è stata una causa di forza maggiore per questo stiamo preparando con l'avvocato Alessio Morosin, capolista del Partito dei Veneti alle elezioni regionali, l'esposto da inviare al Comando dei vigili, alla prefettura e alla procura della Repubblica, trattandosi di violazione di diritti fondamentali. Apprezziamo la solidarietà del candidato Baretta».

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