"Nuova Legge speciale, Mose e sicurezza": in laguna scoppia la "pax del centrodestra"

Ufficiale l'asse tra sindaco Brugnaro e i candidati di Forza Italia e Lega Nord. Brunetta: "Chiuderemo la pagina del Consorzio Venezia Nuova, puntiamo sulla Città metropolitana"

Un patto sancito sul Canal Grande e che si ripromette di caratterizzare i prossimi cinque anni. Un patto che potrebbe significare per Venezia l'impegno per una nuova Legge speciale, un'effettiva presenza nella gestione del Mose e un'attenzione "particolare" alle necessità della città. Venerdì mattina i candidati della coalizione di centrodestra nei collegi lagunari si sono presentati uniti a Ca' Farsetti: a fare gli onori di casa il sindaco Luigi Brugnaro, all'insegna della pragmaticità: "Non ho tessere di partito, ma in questa sala ci sono tante persone che hanno collaborato con noi in questi anni - ha dichiarato - i numeri dicono che questa è gente che andrà a governare, e già si sta prendendo un impegno pesante per il territorio. Dico ai cittadini di andare a votare gente capace e che "sa" e che può essere d'aiuto".

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Nuova Legge speciale: "Input della Città metropolitana"

A sintetizzare i possibili "vantaggi" per la realtà lagunare è il coordinatore nazionale di Forza Italia, Renato Brunetta: "Lavoreremo per chiudere le partite delle incompiute, tra cui il Mose, ci impegneremo sulle bonifiche a Porto Marghera e sulle infrastrutture - ha dichiarato - Io a suo tempo ho avuto la delega del Consiglio dei ministri per scrivere la nuova Legge speciale per Venezia. Dovrà nascere dagli input della Città metropolitana e dal suo sindaco, si chiuderà la pagina del Consorzio Venezia Nuova. Mi prendo l'impegno come futuro governo e Parlamento di prendere la bozza della nuova legge speciale e di portarla all'approvazione".

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Riproposto il disegno di legge sulla sicurezza urbana di Causin

Vicino a lui il candidato Andrea Causin, promotore nei mesi di una proposta di legge sulla sicurezza urbana promossa anche dal sindaco Brugnaro e depositata in Parlamento: "Non avevamo i numeri - ha dichiarato il deputato - La ripresenteremo così com'era e stavolta passerà". Si tratta di uno dei cavalli di battaglia del titolare di Ca' Farsetti: "Chiediamo che il giudice di pace abbia poteri penali, sarà pagato dalla città metropolitana - ha spiegato Brugnaro - chi si comporterà male potrà farsi da una notte a dieci di camera di sicurezza. Il tutto senza gravare così il sistema giudiziario. E' una proposta di buon senso". Non mancano però le questioni politiche locali da risolvere, come il referendum di separazione tra Venezia e Mestre. Al tavolo erano seduti contrari, come il sindaco, e favorevoli, come il segretario provinciale della Lega Nord, Sergio Vallotto (candidato al plurinominale): "E' una vicenda che non viene vissuta come una priorità dai nostri iscritti", ha dichiarato a margine.

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La partita dell'autonomia

Insomma, scoppia la "pax del centrodestra" a Venezia e dalle finestre di Ca' Farsetti spira anche il vento dell'autonomia: "Il presidente della Regione, Luca Zaia, sta portando avanti delle ottime trattative - ha affermato Brunetta - il governo partirà proprio dal punto in cui si fermeranno". Sulla stessa lunghezza d'onda il coordinatore provinciale di Forza Italia, Michele Celeghin: "Continueremo a dare risposte a un territorio che a volte si è sentito disunito", ha spiegato. Presenti i candidati della coalizione sul territorio: "Sono stata in Forza Italia dalla prima ora - ha spiegato Maria Elisabetta Alberti Casellati, sottolineando che nel programma di centrodestra si punta anche sull'introduzione del vincolo di mandato in Parlamento - lavoreremo sull'allargamento della zona franca, è ingiusto che l'abbia avuta Trieste e non Venezia". Giorgia Andreuzza, ex assessore provinciale, candidata per la Lega Nord al pari di Ketty Fogliani, vicesindaco di Portogruaro, che si giocherà le sue carte a Chioggia e in Riviera del Brenta, hanno scandito le loro parole d'ordine: Sicurezza, territorio e famiglia. Saremo un punto di riferimento per il territorio". 

Movimento Cinque Stelle critico: "Usati gli spazi del Comune per propaganda"

A poche ore dalla conferenza stampa il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle ha chiesto lumi alla segreteria generale: "Riteniamo che il sindaco Brugnaro, in barba a qualsiasi buonsenso e opportunità politica - si legge in una nota - usi gli spazi delle istituzioni pubbliche a fini di propaganda politica". Nel mirino il fatto che l'incontro con la stampa sia stato organizzato all'interno delle salette riservate ai gruppi consiliari (per la precisione alla "Lista Fucsia") e non in altri luoghi non pubblici: "Abbiamo chiesto chiarimenti alla segreteria generale nel merito dell'operato del sindaco e se non ci sia stata violazione della normativa vigente sulla par condicio - continuano i pentastellati - Ricordiamo come recentemente la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, aveva negato al Gruppo Misto l’uso di una saletta consiliare per un incontro pubblico squisitamente su tematiche locali ritenendola un’iniziativa politica da non potersi svolgere negli spazi comunali. L'uso padronale degli spazi -  si conclude - non può essere accettato. Per questo chiediamo agli organi di controllo del Comune di vigilare puntualmente".

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Polemiche anche del Partito Democratico

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Partito Democratico che, per bocca del segretario comunale Giorgio Dodi, considera "molto grave che il sindaco, che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini, tiri la volata ad alcuni candidati nella casa comunale, che è la casa di tutti i cittadini e non una sua proprietà privata". Nel mirino anche le candidature della coalizione di centrodestra: "Ancora più inopportuno che si spenda per una candidata che viene da Padova, come la Casellati, in Parlamento addirittura dal 1994, alla sua settima candidatura - continua Dodi - Aggiungiamo che quelli del centrodestra non sono certo candidati che rappresenteranno il nostro territorio: Casellati e Brunetta, unico veneziano, ricoprono incarichi nazionali nel loro partito, senza più alcun legame con la nostra città, Andreuzza è stata paracadutata qui da un altro collegio, Causin è un uomo dai molti trascorsi, con un passato nel Partito Democratico, poi in Italia Futura, poi in Scelta Civica e poi in Area Popolare, prima di aderire recentemente a Forza Italia. Difficile considerarlo un riferimento affidabile. Semmai Brugnaro farebbe bene a ricordare che, su 220 milioni di euro nel bilancio del Comune di Venezia per opere pubbliche, ben 175 milioni sono fondi stanziati dall'attuale e dal precedente governo, decisamente distanti dai candidati che ha sostenuto oggi".

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