Ultimi botti di campagna elettorale Battaglia tra Casson e Brugnaro

Duello agli sgoccioli, domenica il verdetto delle urne che stabilirà il nuovo sindaco di Venezia per i prossimi cinque anni. Pesano i voti di Lega e M5S

Ultime battute di campagna elettorale a Venezia: domenica 14 giugno dalle urne uscirà il nome del sindaco chiamato a guidare la città lagunare dopo le ombre lasciate dal caso Mose. A lui toccherà il compito di dare una forte scossa alla città, rispondendo alla drammatica situazione del bilancio comunale e tracciando le linee guida del rilancio, superando logiche economiche basate esclusivamente su un turismo che, secondo molti, sta soffocando il territorio.

I duellanti sono Felice Casson e Luigi Brugnaro, i candidati che hanno ottenuto più voti al primo turno senza però raggiungere il 50% necessario a evitare il ballottaggio. Il senatore del centro-sinistra, alla sua seconda esperienza di candidato, si è fermato al 38%, mentre l'imprenditore sostenuto dalle liste di centro-destra ha chiuso con poco meno del 29%: nelle settimane successive, tra confronti, schermaglie e polemiche, i due ce l'hanno messa tutta per convincere i veneziani della validità dei rispettivi programmi. Gli ultimi botti elettorali in scena venerdì, con Brugnaro prima in piazza Ferretto e poi al parco San Giuliano per la grigliata di fine campagna e Casson con il gran finale tra piazza Ferretto e calle Legrenzi (presente Michele Emiliano del Pd). Un confronto tra personalità di spessore che ha anche un forte significato politico e simbolico, perché si svolge in una città che ormai da decenni è governata da coalizioni legate al centro-sinistra.

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Dallo spoglio della prima tornata è emerso il "peso" anche di Movimento 5 Stelle e Lega Nord, che hanno ottenuto rispettivamente il 13 e il 12 per cento: voti che potrebbero diventare decisivi in sede di ballottaggio, con il candidato del Carroccio Gian Angelo Bellati che ha già dichiarato il suo appoggio a Brugnaro e quello dei grillini, Davide Scano, che invece ha lasciato libertà di scelta ai propri sostenitori. Un'indicazione indiretta sul versante pentastellato è arrivata dal giornalista Marco Travaglio, che ha invitato a votare Casson perché è "il più grillino nel Pd". Nella "squadra" di Brugnaro, poi, è entrata la candidata quinta classificata al primo turno elettorale, la ex leghista ed ex presidente della Provincia Francesca Zaccariotto. Resta infine l'incognita astensionismo: il 31 maggio più del 40% degli aventi diritto non è andato a votare.

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