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"Democrazia falsata", corteo di Forza Nuova contro l'esclusione

Sabato i manifestanti potrebbero deviare anche verso la "chiesa-moschea". Sartori: "Le liste irregolari delle elezioni sono altre"

Forza Nuova non ci sta e annuncia per sabato un corteo che si snoderà tra le calli di Venezia, con anche una deviazione (sempre se in quella data sarà ancora aperta) verso la "chiesa-moschea" di Santa Maria della Misericordia di Cannaregio, il padiglione islandese della Biennale che tanto ha fatto discutere in queste settimane. Il nodo del contendere principale, però, è l'esclusione della lista per irregolarità nelle firme sia dalla corsa alla poltrona di Ca' Farsetti (il candidato era il segretario nazionale Roberto Fiore), sia dalle Regionali, con esponente in lizza il segretario veneto Sebastiano Sartori. "La democrazia è stata falsata", dichiara quest'ultimo, secondo cui "le altre liste sono piene di irregolarità e di 'ndranghetisti, visto ciò che è successo al Lido. Ma a noi non viene concesso di presentarci ale elezioni".

Il problema è più burocratico che altro: "Forza Nuova non può contare sui soldi derivanti dal finanziamento pubblico ai partiti, non avendo rappresentanti in Parlamento - spiega Sartori - con il commissariamento non c'erano nemmeno consiglieri comunali che potessero autenticare le firme. Un problema che ci ha penalizzato più di altre liste". Per questo motivo le adesioni raccolte secondo la commissione elettorale non sarebbero state regolari, perché gli autenticatori sarebbero residenti in provincia di Venezia e non nel Comune: "Abbiamo fatto ricorso alla Corte europea - conclude Sartori - ma i tempi saranno lunghi".

Dunque il 31 maggio niente Forza Nuova in cabina elettorale, e la settimana prima (sabato) il corteo in cui i manifestanti si presentaranno con delle maschere, per affermare che così un cittadino non si può esprimere pienamente e liberamente. Qualche manifestante, poi, potrebbe deviare per raggiungere la Chiesa-Moschea. "Noi riteniamo che i responsabili principali per quanto successo siano stati il prefetto e il questore, che avevamo informato di questa problematica, ma non hanno voluto incontrarci - conclude Sartori - La democrazia è stata falsata".

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