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Terremoto dalla laguna: "Europee, lo sbarramento è incostituzionale"

L'articolo che inserisce la soglia del 4% per la prossima tornata elettorale è stato rinviato alla corte costituzionale dal Tribunale di Venezia

"E' priva di giustificazione e irrazionale e comporta la svalutazione della volontà di parte consistente dell'elettorato". Piccolo terremoto alla vigilia delle elezioni Europee. Un sommovimento il cui epicentro arriva direttamente dalla terza sezione del tribunale di Venezia, il cui presidente, Maurizio Gionfrida, ha rinviato alla corte costituzionale l'articolo della legge che disciplina la soglia di sbarramento per i partiti che concorrono ai seggi del parlamento di Bruxelles. Insomma, quel limite del 4% che molte formazioni politiche guardano come un risultato a portata di mano o un incubo secondo il giudice sarebbe incostituzionale. O meglio, c'è il dubbio che non sia in linea con i dettami della Carta fondamentale italiana.

Va da sé che con uno sbarramento del genere tagli fuori l'opinione di una fetta consistente di cittadini. Ma, seguendo il filo logico del giudice, ciò sarebbe giustificabile nelle elezioni di un parlamento nazionale. Poiché serve garantire la governabilità e la maggioranza deve "eleggere o dare la fiducia al governo". Nel caso dell'organismo europeo, invece, questa necessità non c'è. Ergo, la soglia di sbarramento in questo caso viene ritenuta "irrazionale" e "imgiustificata". Di più, confliggente con "il diritto di voto personale, eguale, libero ed effettivo" sancito dalla Costituzione.

Il presidente del Tribunale di Venezia, Arturo Toppan, intanto, esclude che il ricorso sulla legge elettorale per le Europee possa influenzare l'ormai prossimo voto, perché mancano, a suo avviso, i tempi tecnici per un esame dal parte della Corte Costituzionale. Il ricorso accolto è stato presentato il 7 febbraio scorso dagli avvocati Felice Besostri e Francesco Versace, il rappresentanza di alcuni cittadini-elettori.

"L'Idv - ha dichiarato il suo presidente Antonio Di Pietro, a Bologna per sostenere i candidati del suo partito in vista delle prossime elezioni - è soddisfatta di questa decisione del tribunale di Venezia perché al Parlamento europeo è necessario che ci siano i rappresentanti degli italiani proporzionalmente agli stessi e non con delle quote di sbarramento impossibili da superare, se non da parte di qualche partito, impedendo alla cittadinanza di essere rappresentata".

Gianluca Susta, invece, chiede al governo di valutare un decreto per correggere lo sbarramento: "Si tratta di una battaglia che Scelta Civica ha intrapreso per tempo, con la presentazione di emendamenti che Forza Italia e il Pd, temendo di perdere seggi, hanno bocciato - dichiara - Ma il principio della legge comunitaria è chiaro. Deve essere proporzionale e con soglie di accesso minime", spiega il candidato alle elezioni europee sotto le insegne di Scelta Europea-Alde.

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