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Il presidente del Veneto Luca Zaia (a destra) con il sindaco di Verona, e segretario della Lega Nord in Veneto, Flavio Tosi (©TM News Infophoto)

Il presidente del Veneto Luca Zaia (a destra) con il sindaco di Verona, e segretario della Lega Nord in Veneto, Flavio Tosi (©TM News Infophoto)

Elezioni, Lega in caduta libera. Zaia "fa le pulci" al segretario Flavio Tosi

Il presidente del Veneto fa "mea culpa" sull'esito delle votazioni: "Molti ci hanno abbandonato per dare uno scossone alla politica. Vedremo se appoggiare le mozioni in Parlamento"

La Lega Nord esce con le ossa rotte dallle consultazioni. E cominciano subito ad incrinarsi certi equilibri all'interno del partito. Luca Zaia, presidente del Veneto, spera che Roberto Maroni non si dimetta da segretario della Lega ed esprime critiche sulle scelte del Carroccio in Veneto a guida Tosi. "Venga o meno eletto governatore della Lombardia, ritengo che Maroni - ha detto Zaia - non debba dimettersi da segretario della Lega Nord, perché può essere quella figura di garanzia di cui il nostro partito ha bisogno". Riguardo al segretario veneto, Zaia ha precisato che non ne chiede le dimissioni "anche se ha commesso secondo me due errori": uno quello di aver perso "la grande opportunità di ricompattare le due anime della Lega" dopo le vicende che mesi fa l'hanno travolta, operando delle scelte di candidati "le cui qualità non discuto, ma che non hanno risposto alle richieste del territoriò. L'altro, quello di aver lanciato l'idea di un nuovo soggetto politico a tre giorni dal voto. Zaia vorrebbe la convocazione di un congresso "non elettivo, ma consultivo, per identificare le idee sulla base delle quali costruire il futuro".

"La democrazia è ripristinata, perché il dato di accesso alle urne dimostra l'atto di grandissima civiltà degli italiani. Certo la situazione ci porta chiaramente verso l'ingovernabilità". E' il commento espresso dal governatore del Veneto, Luca Zaia, sulla tornata elettorale, indicando che la Lega in Veneto deve fare una riflessione sulle proprie colpe sul piano strategico. "Il grande exploit - ha aggiunto - è quello di Grillo, che adesso dovrà decidere, giustamente, come impiegare i voti raccolti. Il grande sconfitto è Monti, presentato come soluzione a tutti i mali. E il risultato della Lega ci deve far riflettere, visto che nel 2010, io vinsi con il 35% e, rispetto a quel dato, adesso siamo crollati. Ma sono convinto che, quando ne avremo la possibilità, nelle prossime elezioni, dimostreremo che i veneti non ci hanno abbandonato". Zaia ha evidenziato che le responsabilità "non vanno cercate in altri partiti, o peggio ancora, addossando la colpa agli elettori, pur avendo trovato tanti cittadini che votano Lega che, stavolta, hanno preferito votare Grillo alla Camera per dare uno scossone. C'é invece da fare una grande riflessione sulle nostre colpe, pensando, nel rinnovamento che non ostacolo, a creare prima una lista di una decina di punti di contenuti, piuttosto che concentrarci sul contenitore, del quale mi interessa relativamente", ha aggiunto, con un implicito riferimento alla proposta di partito in futuro che guarda a un modello bavarese avanzata anche alcuni giorni fa dal segretario veneto e sindaco di Verona Flavio Tosi. "E' sulla base di questi punti - ha concluso Zaia - che va poi fatta un'offerta pubblica di alleanza sul territorio e non parlando prima, ad esempio con gli ex democristiani, senza sapere di quali temi, in quella che sembra la vecchia politica della calcolatrice".

Per Zaia l'alleanza della Lega con il Pdl in chiave nazionale ha pesato sull'esito del voto, e la stessa opinione proveniva anche dallo stesso Tosi, ma il fine era e resta quello della vittoria del Carroccio in Lombardia. "Io, che ho sempre corso da solo - ha detto - non posso essere certo il difensore dell'idea di correre con un alleato. Ma gli accordi si basano sul fatto che il nostro obiettivo, su cui stiamo lavorando, è la vittoria in Lombardia, per arrivare alla macroregione del Nord, basata sul modello dell'Euregio senza confini, in cui ogni realtà mantiene la propria identità territoriale. Un tema condiviso anche dall'Europa".

Pur escludendo che il suo partito, la Lega Nord, entri in una eventuale larga coalizione di Governo, il presidente del Veneto non esclude che il Carroccio, qualora si riesca a formare un esecutivo, possa "valutare l'opportunità di sostenere, per coerenza, singoli provvedimenti". "Su temi vicini alla mission - ha spiegato Zaia - il nostro partito può accettare anche un'agenda a tempo, valutando se si tratta di proposte vere, anche se sarà solo il nostro segretario Maroni a decidere, così come sul tema delle eventuali alleanze. Ma, prima di tutto, sarà Grillo a dover decidere se dare la fiducia al Governo o tornare a nuove consultazioni". "La mia idea? - conclude Zaia - Che la vera grande sfida che si presenta è quella della nuova legge elettorale".

(Ansa)

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