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Sabato, 22 Giugno 2024
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Pellicani propone un emendamento che fissa un limite agli affitti turistici

Secondo il deputato, Venezia deve seguire l'esempio di altre città europee che hanno stabilito un tetto al fenomeno. Se ne discuterà alla Camera

A Venezia serve uno strumento legislativo in più per poter regolamentare gli affitti turistici. Ne è convinto il deputato Nicola Pellicani, che (in linea con quanto detto ieri dal prefetto Zappalorto in audizione alla commissione Ambiente) ha presentato un emendamento al decreto in discussione in questi giorni alla Camera, che punta a disciplinare le locazioni ad uso turistico in città.

Spiega Pellicani: «Partendo dalla consapevolezza che la trasformazione del patrimonio residenziale in alloggi turistici è ormai fuori controllo e favorisce lo spopolamento della città antica, la norma mira a trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza di tutelare la residenza e il diritto a svolgere l’attività economica». In particolare, l'emendamento prevede la facoltà, attraverso un regolamento comunale, di consentire l'attività di locazione turistica breve subordinatamente al rilascio di un'autorizzazione avente carattere temporaneo; inoltre, la facoltà per il Comune di stabilire un limite di durata temporale alle locazioni turistiche in ciascun anno, differenziandosi anche in relazione alle esigenze delle zone della città. «Che significa - precisa Pellicani - poter intervenire anche in singole zone della città dove la pressione è maggiore».

«È una proposta sostenuta dal Pd, aperta a tutte le forze politiche - chiarisce il deputato - che nei prossimi giorni durante l'esame del decreto potrà essere modificata e migliorata, sapendo che non è più tempo di rinvii e tentennamenti». In base agli ultimi dati le locazioni turistiche sono oltre 7mila, con circa 14mila camere e più di 30mila posti letto, senza contare gli abusivi. Un fenomeno che ha letteralmente snaturato il tessuto sociale della città, come è stato denunciato anche dal prefetto Zappalorto. E che ora «è divenuto una vera e propria emergenza».

Di fatto l’emendamento punta a recuperare lo spirito originario della sharing economy, nato per favorire scambio di case tra abitanti che però ha finito, in particolare nelle grandi città d’arte, per diventare un’attività incontrollata attraverso forme diffuse di speculazione immobiliare internazionale, finalizzate esclusivamente alla rendita e incidendo oltre che sugli affitti anche sui prezzi delle case ormai fuori portata.

Già da diversi anni le più importanti destinazioni internazionali con maggior affluenza turistica si sono dotate di una regolamentazione per arginare il fenomeno dell’overtourism. A Parigi e in molte città francesi è previsto un periodo massimo di affitto pari a 120 giorni. A Barcellona e a Berlino vige l’obbligo di registrazione per tutte le proprietà; ad Amsterdam ogni appartamento non può essere affittato per più di 30 giorni all’anno; a Ginevra il limite è di 60 giorni per anno; a Londra e Madrid di 90 giorni per anno; a New York i singoli contratti di affitto non possono avere durata inferiore a 30 giorni se non si è in possesso di una licenza alberghiera.

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