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La presentazione della petizione al presidente dell'Agenzia Sviluppo Beniamino Piro

La presentazione della petizione al presidente dell'Agenzia Sviluppo Beniamino Piro

Ex ospedale del Lido: «Cuore del rilancio». Agenzia Sviluppo: «In 2 anni pronti i resort»

Il presidente Piro e i consiglieri: «A breve la variante e a fine anno il permesso di costruire». Un solo investitore per Des Bains, Forte Malamocco ed Excelsior. Gli operatori: «È riscatto per il territorio»

In 48 ore a sostegno del progetto di sviluppo dell'ex ospedale al Mare del Lido, avviato da Cassa depositi e prestiti (Cdp), sono state raccolto 300 firme, da giovedì a sabato scorso. Tra i firmatari della petizione ci sono consiglieri comunali (il vicepresidente del Consiglio Paolo Romor, il consigliere Nicola Gervasutti), consiglieri di Municipalità (tra cui il presidente Emilio Guberti), il Comitato per lo sviluppo del Lido e Pellestrina, rappresentanti delle associazioni sportive, del golf, del commercio, degli hotel, dei ristoranti, bar ed esercizi pubblici, dei professionisti, dei taxi. «Alla luce dei vantaggi per il territorio, per i cittadini e per gli operatori economici consentiti dall'operazione, dichiariamo il convinto appoggio al sindaco, all'Agenzia Sviluppo Venezia, a Cdp, al gruppo Th Resort e Club Med e a tutte le istituzioni coinvolte affinché possano portare avanti più velocemente possibile l'approvazione del progetto di riqualificazione dell'area», si legge nel testo. Una rappresentanza di firmatari e consiglieri ha consegnato martedì al presidente dell'Agenzia Sviluppo, Beniamino Piro, nella sede di San Marco, la petizione, affinché arrivi nelle mani del sindaco.

Il ricorso sui padiglioni

Sul ricorso depositato al Tar (tribunale amministrativo regionale), prima di Natale, dall'associazione Italia Nostra su 5 padiglioni dell'ex ospedale al Mare (Vicenza, Verona, Venezia, Belluno e Orfani di Guerra), per Romor e Piro: «nonostante il ricorrente avesse chiesto una sospensiva dell'operazione, il tribunale non l'ha concessa. Dichiarando che si esprimerà nel merito nel 2022, poiché il progetto Cdp aveva garantito complessivamete la salvaguardia dei beni comuni». Secondo l'associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale, che si è rivolta al tribunale contro la demolizione degli stabili in questione, essi: «furono dichiarati di interesse culturale con decreto del 20 maggio 2008 dell’allora direttore Ugo Soragni. Il 24 giugno 2020 la commissione regionale per il patrimonio culturale del Mibact (ministero dei Beni culturali) ha autorizzato Cassa depositi e prestiti (Cdp), proprietaria, a demolirli.

Il cronoprogramma

«Se il litorale ha compiuto enormi passi avanti, con 6 milioni di presenze turistiche all'anno e la nascita di consorzi di promozione, il Lido è rimasto fermo - ha detto Gervasutti -. La ferita del Lido va sanata. Siamo bloccati al turismo degli anni '50». A fine mese, o a inizio febbraio, secondo il presidente dell'Agenzia Sviluppo (del Comune), dovrebbe arrivare dal Consiglio comunale l'approvazione della variante, che apre la strada al confronto fra Regione, Cdp e Comune sui tempi per presentare il progetto esecutivo alla Soprintendenza. A seguire ci sarà l'acquisto da parte di Cdp del Monoblocco (perché sia demolito e riprodotto come sta nelle parti che non sono vuote). A fine 2021 si attende il permesso di costruire e poi in due anni, due anni e mezzo, si dovrbbe arrivare alla realizzazione dei resort e dell'Università. «Resteranno in piedi quasi tutti i padiglioni esistenti - ha confermato Piro - Ed è previsto il rilancio degli immobili privati in disuso, Des Bains, Forte Malamocco ed Excelsior. Potrebbe avvenire ad opera di un unico investitore veneto».

Il polo sanitario, i servizi

«Il progetto sta in piedi economicamente - ha ribadito Romor - Per questo è possibile restaurare la chiesa di Santa Maria Nascente e il teatro Marinoni a spese del privato, per restituirli alla libera frequentazione della cittadinanza». Il consigliere ha spiegato che oltre alla piscina coperta, destinata al polo sanitario, ne sarebbe prevista un'altra per la Spa dei resort (frequentabile, una volta stabilite le opportune convenzioni, anche dai residenti). Focus anche sulla rinascita del polo sanitario dell'isola. «È una necessità - hanno ribadito consiglieri e firmatari della petizione - per Lido e Pellestrina, che mai in nome degli stessi bisogni sono state più unite. Il progetto di Cdp fa da traino per un ritorno d'interessa da parte dell'Ulss». «Immaginando di poter realizzare almeno un migliaio di camere di cui 500 dal Club Med, 200 all'Excelsior, 250 al Des Bains e altre 100, 150 agli Alberoni o all'ex caserma Pepe, si può arrivare di attrarre dalle 500 mila al milione di presenze all'anno, al Lido. Turismo di qualità che grazie alla presenza dell'Università (ora intenzionata ad avviare i corsi e trasferirli all'ex ospedale quando possibile), può rendere in parte le presenze permanenti e contribuire a incrementare trasporti, servizi e lavoro». «Siamo pronti ad ospitare una parte turistica di qualità e approfittare del fatto che chi può investire sulle nostre zone riqualifica la parte sanitaria, mantenendo la parte culturale. Per noi è vitale. Come ristoratori ne avremmo un ritorno certamente», ha affermato Andrea Vianello del locale La Celeste di Pellestrina.

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