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Flash mob FdI a Venezia, Speranzon: «Servono misure serie per salvare le imprese»

I consiglieri regionali hanno consegnato ai parlamentari le istanze delle imprese venete. «Rischiamo di perdere un intero comparto e i ristori sono miseri: le risorse vanno distribuite in modo diverso, il decreto va cambiato»

“Se mi chiudi, non mi chiedi” è lo slogan scelto dai consiglieri regionali di Fratelli d'Italia per presentare, stamattina, le istanze provenienti dalle categorie economiche più colpite delle conseguenze della pandemia. «Siamo preoccupati - dice il capogruppo Raffaele Speranzon - in particolare per le aziende del settore turistico, ma in generale per chi è stato più severamente penalizzato dalle misure governative: un anno di "stop and go" senza una vera strategia, senza ristori opportuni e con risultati modesti sul fronte sanitario. Così hotel, bar, ristoranti e negozi si trovano nell'impossibilità di operare: anche ora che siamo in zona arancione molti, a Venezia, scelgono di non aprire perché la clientela non c'è».

Sono «strutture che hanno costi fissi per l'affitto e il personale, tasse comunali, bollette - aggiunge Speranzon -. Senza sostegni adeguati rischiamo di perdere un tessuto imprenditoriale basato su alcune delle eccellenze italiane, la ricettività e l'enogastronomia. C'è il pericolo che queste imprese vengano intercettate da finanziarie straniere che arrivano per concedere prestiti ma con l'obiettivo finale di "papparsele": se non paghi le rate ti prendono l'azienda. Così l'asset più importante di questo territorio finisce in mani straniere». Secondo FdI, «questo mondo è diventato il capro espiatorio dei fallimenti sul piano del contenimento del contagio», mentre si assiste ad «aziende che aprono ogni mattina con i lavoratori accalcati sui mezzi di trasporto: quelle sono le vere occasioni di contagio, non i ristoranti».

I consiglieri FdI hanno fatto presente questi temi in un documento consegnato stamattina ai propri rappresentanti in parlamento. Per l'occasione hanno inscenato a Venezia un flash mob a cui, oltre a Speranzon, hanno partecipato l'assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan e i colleghi Joe Formaggio, Daniele Polato, Tommaso Razzolini e Enoch Soranzo. «Alcuni settori economici hanno perso in un anno circa il 70% del loro fatturato - spiegano ancora - e i ristori stanziati sono ridicoli: un'impresa nella migliore delle ipotesi viene risarcita con il 5% di quello che ha perso. In queste condizioni gli imprenditori non possono far fronte alle spese: c'è bisogno di aiuti reali e di un intervento sulla pressione fiscale, ancora altissima». Ed è «vergognoso che il governo continui a sperperare soldi per pagare i navigator del reddito di cittadinanza e addirittura 5 miliardi per il cashback». «Speriamo - conclude Speranzon - che queste istanze si trasformino in emendamenti che migliorino il decreto sostegni».

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