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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Giornata del Rifugiato, Simionato: "Sono uomini in fuga da veri drammi"

Stamattina a Ca' Farsetti l'incontro "Venezia per il diritto d'asilo", in cui si è ricordata l'importanza della solidarietà e si è fatto il punto sulle politiche dell'immigrazione in atto

Ricorre oggi la “Giornata mondiale del rifugiato” e i giornali riportano la notizia dell'ennesimo naufragio, avvenuto martedì mattina nel Canale d'Otranto: quattro migranti morti e sette dispersi. E' così che il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Sandro Simionato, ha voluto aprire l'incontro “Venezia per il diritto d'asilo”, svoltosi stamane a Ca' Farsetti: ricordando anche quanti non ce la fanno. La ricorrenza del 20 giugno è infatti una giornata di festa, per Simionato, perché celebra il diritto d'asilo, sancito dalla Costituzione italiana nell'articolo 10, ma anche un'occasione per riflettere sulla condizione del rifugiato e sulle politiche messe in atto per fronteggiare il fenomeno, a fronte dell'evolversi della situazione internazionale. Sul tema sono intervenuti anche Nadan Petrovic, autore del libro “Rifugiati. Profughi. Sfollati” (una panoramica storica in materia di diritto all'asilo in Italia), e Abdallah Bach, attivista per i diritti umani che ha descritto la drammatica situazione siriana.

Citando la ricerca sperimentale “Le strade dell'integrazione”, presentata ieri dal Consiglio italiano per i rifugiati onlus (Cir) sul livello di integrazione dei titolari di protezione internazionale in Italia almeno da tre anni, il vicesindaco ha voluto ricordare le problematicità che incontrano coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato nel nostro Paese: trovare un lavoro, venir impiegati in base alla propria formazione culturale, avere una casa degna di questo nome. Pur conscio che sono problemi che colpiscono tutti, in questo periodo di crisi, Simionato ha ribadito che “se è stato fatto qualcosa a livello locale, viste le contraddizioni maggiori che esistono in materia a livello nazionale, molto c'è ancora da fare. In questo percorso – ha specificato - è fondamentale tener presente una cosa, al di là delle questioni giuridiche cui, se c'è la volontà, si può far fronte: che stiamo parlando di persone, donne, uomini, bambini, che fuggono da drammi personali e ambiscono ad avere una prospettiva di vita dignitosa nella libertà. Sono convinto che si possono fare passi avanti solo se si parte da questa consapevolezza”.

I numeri di quanti richiedono protezione in Italia oggi sono inimmaginabili rispetto anche solo ad un decennio fa: il nostro Paese risulta addirittura il quarto al mondo. Nel 2011, per citare gli ultimi dati disponibili del Servizio centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar), sono state quasi 7mila 600 le domande accolte, grazie all'impegno degli enti locali e delle realtà del terzo settore, che attuano su tutto il territorio nazionale progetti di accoglienza, per un totale di 3mila posti disponibili. Ma altrettante domande sono rimaste disattese, a dimostrazione della cronica limitatezza della rete Sprar, a fronte della crescita della domanda.

Il Comune è a capo di due progetti Sprar, che mettono complessivamente in campo 95 posti di accoglienza, per cui transitano circa 150 persone in media all'anno. A questi si sono sommati, dall'anno scorso, 150 posti dell'emergenza Nord Africa gestiti dalla protezione civile. Risultano essere poi un migliaio i transiti che passano per l'aeroporto Marco Polo, che, in base alla Convenzione di Dublino, è destinato alle cosiddette “riammissioni”, mentre un discorso a parte va fatto per quanti transitano per il Porto: delle migliaia di migranti che vi passano, sono circa mille coloro che vengono individuati con controlli a campione o di frontiera (a seconda della provenienza delle navi) e che rimangono sul territorio a vario titolo.
 

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