Giorno della Memoria: «La cittadinanza onoraria a Liliana Segre»

Lo ha annunciato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro alle celebrazioni domenica al teatro Goldoni. Sul palco il presidente della Comunità Ebraica Paolo Gnignati. M5S: «La nostra di delibera dimenticata»

Il sindaco Luigi Brugnaro, il presidente della Comunità Ebraica Paolo Gnignati e il prefetto Vittorio Zappalorto

Celebrazioni del Giorno della Memoria domenica 26 gennaio al teatro Goldoni a Venezia, a cura della presidenza del Consiglio comunale di Venezia, in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni. Il presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Paolo Gnignati alla cerimonia. Tra il pubblico numerose autorità civili e militari, tra cui la presidente del Consiglio comunale di Venezia, Ermelinda Damiano, e il prefetto Vittorio Zappalorto. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha annunciato durante le celebrazioni la volontà di proporre al Consiglio comunale di assegnare la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre. «Abbiamo il comune obiettivo di costruire ponti di pace per fare in modo che il Giorno della memoria - ha detto Brugnaro - rimanga vivo in ogni gesto e in ogni pensiero della nostra vita quotidiana».

La giornata

La mattinata è proseguita con il recital di musica e narrazione “Il Canto delle Sapienze”, con musiche originali di Riccardo Joshua Moretti eseguite da Riccardo Joshua Moretti al pianoforte, Nicola Tassoni al violino, Michele Pinto alla viola, Giada Ester Gallo al violoncello e Pierluca Cilli al contrabbasso. Appuntamenti per il Giorno della Memoria sono previsti anche nel pomeriggio alle 16.30 al Conservatorio Benedetto Marcello con il concerto “Rivkele di Shabesdike: riflessioni musicali sul dramma della Shoah” con il duo Cecilia Vendrasco e Pietro Tonolo. Lunedì, invece, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia parteciperà alle celebrazioni organizzate dalla comunità ebraica.

La Memoria

«Nel 1944, quando fummo deportati a Birkenau, ero una ragazza di quattordici anni, stupita dall’orrore e dalla cattiveria. Sprofondata nella solitudine, nel freddo e nella fame. Non capivo neanche dove mi avessero portato: nessuno allora sapeva di Auschwitz». Lei è Liliana Segre. All’epoca era un’adolescente – ha precisato il primo cittadino – quell’età in cui la vita dovrebbe riservare spensieratezza e vivacità e che, invece, fu costretta a trascorrere guardando con i propri occhi e toccando con le proprie mani gli orrori dell’odio di cui solamente l’uomo è capace nei confronti del proprio fratello. Oggi, a 75 anni dall’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, quella ragazza quattordicenne è una donna di quasi 90 anni. Ha avuto la fortuna di sopravvivere a quella barbarie e ha il grande onore di essere stata insignita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del titolo di senatrice a vita. Il Giorno della Memoria servono per ricordarci che la nostra ‘civiltà’ è stata capace dello sterminio. Si tratta di una consapevolezza enorme e terribile. Una di quelle che forse preferiremmo rimuovere. Invece no. Tocca alla mia generazione, nata dopo la Seconda Guerra Mondiale, fare tesoro delle testimonianze dei sopravvissuti, difendere la verità storica e, soprattutto, educare i giovani a non rimanere mai più indifferenti. Dobbiamo, e in questo momento voglio fare mio l’appello lanciato dalla Segre, "coltivare la Memoria che è, ancora oggi, un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare". Ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare». 

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La Shoah

«Venezia, in questo percorso, è e sarà sempre in prima linea per difendere la liberà di tutti e per arginare episodi di richiami fascisti che, anche di recente, hanno tentato di infangare la nostra millenaria storia di città culturalmente, religiosamente e ideologicamente aperta. Anche per questo è fondamentale fare ‘Memoria’ di quanto avvenne. Abbiamo il dovere, attraverso coloro che ancora possono raccontarci da sopravvissuti quelle orribili pagine di storia, di tenere alta la guardia contro ogni forma di antisemitismo, razzismo, violenza e discriminazione e, ancor di più, dobbiamo ricordare tutti quei veneziani non ebrei che oggi hanno l’onore di essere stati inseriti nell’elenco dei Giusti tra le Nazioni. Venezia sarà sempre una città libera, democratica e capace di fare memoria dell'immane tragedia che fu la Shoah».

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La delibera ferma

«Il sindaco Brugnaro ha annunciato, come sua iniziativa, la proposta  al Consiglio comunale di conferire la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre - così commenta Sara Visman Capogruppo M5S - La delibera c'è già ma Brugnaro non lo sa. Come già successo col Mose, quando il primo cittadino aveva dichiarato di non saperne nulla, pare che, anche in questa circostanza, abbia sofferto di amnesia e non ricordi che il M5S a prima firma della scrivente (con adesione dei gruppi : Lista casson, Gruppo Misto, Pd e del consigliere Maurizio Crovato) aveva depositato, il 5 dicembre 2019, una proposta di delibera di iniziativa consiliare con la medesima richiesta». Il 17 gennaio scorso i funzionari hanno registrato l'atto e due giorni fa è stato trasmesso alla Commissione di competenza per la discussione. «C'eravamo attivati a novembre accogliendo l'appello lanciato da moltissimi cittadini che, attraverso l'associazione Passaggi a Nord-Est chiedevono appunto tale riconoscimento alla Senatrice Segre. Subito con altri consiglieri, che avevano presentato una mozione di appoggio alle iniziative di Liliana Segre in Parlamento, abbiamo trovato l'intesa di farne un'iniziativa comune. Un po' di onestà intellettuale da parte del sindaco sarebbe stata molto gradita perchè se è vero che l'importante è arrivare a un risultato condiviso, è altrettanto triste assistere alla "performance" del sindaco in salsa elettorale sul palco del Teatro Goldoni, quando c'era tutto il tempo di portare la delibera in Consiglio perché fosse votata favorevolmente prima del Giorno della Memoria. Queste uscite di Brugnaro sono strumentali e oramai le conosciamo bene», conclude Visman.

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