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Venezia, panoramica

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Recovery plan da 3,8 miliardi per Venezia: l'opposizione vuole vedere le carte

A chiedere un consiglio straordinario sono i gruppi consiliari: Partito Democratico, Verde e Progressista, Terra e acqua, Tutta la città insieme, Venezia è tua e Movimento 5 stelle

Il nuovo governo è realtà. Sarà il presidente Mario Draghi a gestire la partita dei fondi europei per la ripresa dell'Italia. A chiedere la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, per conoscere e discutere il Recovery plan da 3,8 miliardi dell'area metropolitana di Venezia, sono tutti i gruppi consiliari di opposizione: Partito Democratico (Pierpaolo Baretta  e Monica Sambo), Verde e Progressista (Gianfranco Bettin), Terra e acqua (Marco Gasparinetti), Tutta la città insieme (Giovanni Andrea Martini), Venezia è tua (Cecilia Tonon), Movimento 5 Stelle (Sara Visman ).

«Da quanto emerso il sindaco Luigi Brugnaro avrebbe presentato nei mesi scorsi in sede Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) il Recovery plan come sindaco della Città metropolitana senza alcuna discussione preliminare in Consiglio comunale o in altre sedi istituzionali», scrivono, spiegando di aver presentato lo scorso 23 novembre un’interrogazione perché fosse reso “pubblico il piano comunale dei progetti, presentati al governo, collegati al Recovery fund”. «Non è stata data risposta».

Per i gruppi, «molti degli interventi di cui si è venuti a conoscenza in via ufficiosa sembrano derivare da legittime aspettative ma la sottovalutazione dei meccanismi che regolano l’assegnazione di questi fondi rischia di far perdere una straordinaria occasione al nostro territorio: non si possono finanziare opere che non rispondono ai criteri definiti in sede europea e nazionale. Le richieste avranno bisogno di essere recepite in sede di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che è lo strumento attraverso il quale verrà decisa l’allocazione delle risorse. Nel caso di Venezia, "Resilienza" indica la necessità di andare oltre la monocultura turistica - scrivono i gruppi - i cui limiti sono stati messi a nudo dall’emergenza Covid-19 -. Colpisce la sottovalutazione di una delle "missioni" centrali definite a livello europeo - continuano - ci riferiamo a "Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura". Un piano di tale importanza e dimensioni non può essere gestito a livello di gabinetto del sindaco e richiede un confronto approfondito, con il contributo di tutte le forze rappresentate in Consiglio comunale».

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