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Grandi navi, Sel: "Nuova riunione a Roma", In: "Responsabilità di Bray"

Gli onorevoli veneti di Sinistra Ecologia e Libertà hanno inviato una lettera ai ministri Orlando e Lupi: "Istituire subito il numero chiuso per la laguna"

"Dal marzo del 2012, dall'emanazione del decreto Clini-Passera, non sono state ancora trovate soluzioni per individuare rotte alternative al passaggio delle navi di stazza lorda superiore alle 40mila tonnellate per il canale della Giudecca e il bacino di San Marco. Riteniamo che non si possa più rinviare una decisione che salvaguardi la città di Venezia e l'ecosistema lagunare". Lo scrivono i deputati di Sel eletti in Veneto, l'onorevole Giulio Marcon e l'onorevole Alessandro Zan, nella lettera inviata al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e a quello delle Infrastrutture Maurizio Lupi. L'obiettivo della missiva è di chiedere al Governo di riconvocare la riunione che si sarebbe dovuta tenere lo scorso 1 ottobre (poi cancellata per lo "strappo" annunciato dall'ex premier Silvio Berlusconi).

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PARLA SEL - "Come deputati di Sel eletti in Veneto - scrivono Marcon e Zan - chiediamo al Governo di riconvocare immediatamente la riunione affinché si prendano decisioni per l'immediata individuazione di rotte alternative per le navi di oltre 40mila tonnellate di stazza lorda, come previsto dal decreto "Clini-Passera"; si decida un termine certo (loro suggeriscono il 31 dicembre 2013, ndr) per lo stop alla navigazione delle navi da crociera di tale stazza, indipendentemente dall’individuazione o meno di rotte alternative; s’istituisca un "numero chiuso" (dal 2014, il numero annuo di navi che transitano per la laguna non potrà superare quello del 2012) e, infine, si attui il trasferimento delle competenze di regolazione del traffico marittimo per il Canale della Giudecca e il bacino di San Marco al sindaco di Venezia".

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DA ITALIA NOSTRA - Sul problema del passaggio delle grandi navi in bacino di San Marco a Venezia, anche Italia Nostra chiama in causa il ministro dei beni culturali Massimo Bray, invitandolo ad esercitare "la diretta responsabilità" che secondo l'ente protezionistico il dicastero ha nell'ambito della salvaguardia anche fisica della laguna. Il consiglio direttivo della sezione veneziana di Italia Nostra ha inviato al ministro Bray una lettera in proposito, nella quale l'ente di tutela lamenta innanzitutto la frammentazione delle competenze istituzionali sulle acque lagunari di Venezia. Italia Nostra si dice sorpresa "che non sia stata da alcuno evocata la competenza del ministero per i Beni e le attività culturali nel regolamento del traffico dei natanti in ambiti come il bacino di San Marco e la laguna che sono per certo assoggettati alla speciale tutela secondo la previsione dell'art.10, primo comma, del codice dei beni culturali e paesaggistici". Italia Nostra ritiene quindi che "lo scandaloso fenomeno del transito delle gigantesche navi crocieristiche non solo in bacino San Marco ma anche in laguna", chiami in causa "la diretta responsabilità del ministero, cui l'ordinamento attribuisce il potere-dovere di assicurare, prevalendo su ogni altro interesse anche di riconoscibile rilevanza pubblica, la salvaguardia, innanzitutto fisica, dei caratteri che rendono unica e incomparabile la città di Venezia e la sua Laguna".

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