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A sinistra il sub-commissario al Bilancio Vito Tatò, a destra il direttore generale del Comune Marco Agostini

A sinistra il sub-commissario al Bilancio Vito Tatò, a destra il direttore generale del Comune Marco Agostini

Il bilancio del Comune dipende da Roma: "Serve norma per Venezia"

Il sub-commissario al Bilancio Vito Tatò chiede al Governo non solo un emendamento al Milleproroghe, ma la possibilità di un piano triennale

"Abbiamo letto articoli con toni troppo ottimistici". A riportare tutti con i piedi per terra è il sub-commissario al Bilancio del Comune di Venezia Vito Tatò, all'indomani dell'incontro a Roma con i rappresentanti del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio. "Siamo ancora in una fase interlocutoria - sottolinea Tatò - i tecnici del ministero dell'Economia esamineranno la nostra proposta di piano di rientro del debito triennale. Dopodiché solo allora avremo la possibilità di ragionare su cifre esatte".

Gran parte del destino del bilancio 2015 di Ca' Farsetti dipende dunque dalla volontà dell'Esecutivo di alleviare sanzioni e conti lagunari, non solo con un copia-incolla del "Salva Venezia" inserito nel decreto Milleproroghe dell'anno scorso: "Ci è stata prospettata la stessa soluzione - ha dichiarato il sub-commissario Tatò - ma noi speravamo in qualche risultato in più". Dunque si aggirerà il blocco degli stipendi e l'ammontare della sanzioni (che si tramuteranno in minori trasferimenti) sarà di 17 milioni di euro. Con la necessità invece di trovare risorse per 52 milioni di euro circa (al posto di 35 come ipotizzato). Per evitare ciò è stato presentato un piano di rientro triennale durante un'ora e mezza di colloquio a palazzo Chigi, in cui si promette il riordino del bilancio ma si chiede anche l'azzeramento delle sanzioni:

"A Roma hanno apprezzato il nostro sforzo - ha spiegato Tatò - naturalmente questa è una norma a se stante, che non può essere inserita come emendamento". Ora rimane da aspettare l'esito del vaglio dei tecnici del ministero, per cui ci vorranno da dieci a quindici giorni. Forse un po' di più, visto il delicato momento che sta vivendo la politica nazionale. Anche i dipendenti del Comune, dunque, rimangono alla finestra. Giovedì hanno affollato la sala consiliare per chiedere anche loro lumi sull'incontro (interlocutorio) di Roma, pronti comunque a manifestare tutta la propria disapprovazione nei confronti dei tagli della ppart accessoria degli stipendi. "Abbiamo bisogno di una norma in grado di aiutarci con il bilancio - ha spiegato Tatò - con gli introiti derivanti da multe e imposta di soggiorno possiamo fare solo determinate cose. Se il Governo ci consente maggiore libertà di spostamento delle risorse allora potremmo utilizzarle per i servizi sociali per esempio". Insomma, tutto è ancora in itinere. Di sicuro il prossimo sindaco dovrà essere forte in aritmetica: "Ma nonostante le difficoltà è comunque stimolante cercare di fare del bene a questa città", conclude il sub-commissario.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che ci si trova di fronte a una fase di cambio dei sistemi di contabilità, per cui nella predisposizione del bilancio si deve tener conto di una serie di nuovi fattori, come ad esempio il fondo rischi, che prevede un accantonamento in bilancio in base alle cause pendenti dell'amministrazione, in caso non vengano vinte. E' il caso dei 40 milioni di euro in ballo con la causa che coinvolge l'amministrazione di Cavallino-Treporti, o quella di Est-Capital. Dopodiché alcuni nodi sono venuti al pettine, come alcuni finanziamenti dal 2000 al 2007 per servizio mensa o la salvaguardia del verde pubblico fatti "scivolare" avanti, giocando con gli anni scolastici. "Ora questo pesa per sette milioni di euro", ha specificato Agostini.

A proposito del trattamento accessorio del personale, il sub-commissario ha precisato che i problemi sono legati sostanzialmente allo sforamento del Patto di stabilità, che impedisce di implementare il fondo dedicato, e alla mancanza di disponibilità di risorse di bilancio. In altre parole, il fondo destinato alla parte variabile dello stipendio dei dipendenti può essere implementato solo se le risorse ci sono. Dunque se ne parlerà solo quando arriverà una risposta da Roma.

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