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Mose "spacca" il comitato: dimissioni di massa al Venice in Peril Fund

In polemica con la decisione dell'associazione di finanziare solo restauri di monumenti e non impegnarsi più per la salvaguardia ambientale della città molti "nobili" membri se ne sono andati

Il Mose spacca uno dei principali comitati internazionali per la salvaguardia di Venezia, che dal 1966 (anno della grande alluvione) si è speso con molte energie (e soprattutto molti soldi) per la manutenzione del centro storico lagunare e per la sua salvaguardia sia dal punto di vista artistico, sia ambientale. La frattura interna al Venice in Peril Fund, però, è di quelle che difficilmente si rimarginano. Alcuni autorevoli membri dell'organizzazione fondata dall'ex ambasciatore inglese a Roma sir Ashley Clarke hanno dato vita a delle "dimissioni di massa", in polemica con le decisioni prese dall'associazione stessa. Ha lasciato il proprio incarico anche la presidente Anna Somers Cocks, che "verrà rimpiazzata" dallo scrittore Jonathan Keats.

In particolare la dirigenza ha deciso di chiudere i rubinetti per quanto riguarda i finanziamenti per ogni ricerca di tipo ambientale su Venezia, considerando il Mose (la diga mobile in costruzione alle bocche di porto del Lido) la "panacea di tutti i mali". I soldi verranno spesi solo per restauri artistici e architettonici. Evidentemenete si tratta di un pensiero condiviso solo da parte del comitato, i cui soci sono stati raggiunti da una lettera aperta polemica, in cui si esprimono preoccupazioni su un "pericoloso fraintendimento" riguardo al Mose e sulla capacità delle autorità italiane di pensare a lungo termine per il bene ambientale della città.


Il comitato in passato aveva finanziato svariati studi sull'impatto che il turismo di massa avrebbe potuto avere sulla città e sulla salvaguardia della Laguna, oltre a intervenire in alcuni dei restauri più importanti della storia recente del capoluogo lagunare.

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