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Il "no" al referendum sulla separazione tra Venezia e Mestre diventa metropolitano

A Ca' Corner il Consiglio ha dato mandato al sindaco Brugnaro di presentare ricorso contro la meritevolezza della consultazione votata dalla Regione. Critico il Movimento Cinque Stelle

Anche dal Consiglio metropolitano, oltre che dal Comune di Venezia, arriva l'annuncio di un ricorso al Tar contro il giudizio di meritevolezza del progetto di legge regionale che istituisce il referendum di separazione tra Venezia e Mestre. Alla fine il voto è stato unanime, con l'eccezione del Movimento Cinque Stelle che ha votato no: “Si è deciso di dare mandato al sindaco metropolitano di impugnare in ogni sede possibile il giudizio di meritevolezza - dichiara la consigliera regionale pentastellata, Erika Baldin - E' assurdo che, mentre in Regione si vuole dare la possibilità ai cittadini di esprimersi su un tema così importante – accusa l’esponente del Movimento - il sindaco di Venezia si rifiuti di concedere questo diritto obbligando i propri consiglieri a votare contro”.

Sulla stessa posizione anche il portavoce del Movimento Cinque Stelle in Consiglio metropolitano, Flavio Berton: "Si tratta, a nostro avviso, di utilizzare l'espediente giudiziario a mero titolo esplorativo. E, contrariamente a quanto è stato dichiarato un po' da tutte le forze politiche presenti, non si è trattato di una delibera in punta di diritto, ma di un vero e proprio indirizzo politico che ha voluto assumere il consiglio metropolitano sulla questione". 

Il dibattito vede invece favorevole il consigliere del Pd, Nicola Pellicani: "Con il voto del Consiglio metropolitano finalmente si arriverà al pronunciamento di un organo terzo per sancire in modo inequivocabile la legittimità del referendum per la separazione di Mestre e Venezia - commenta - È evidente che il Consiglio regionale ha compiuto una forzatura dando il via libera al referendum votando la meritevolezza. Uno strappo contro tutti i pareri tecnico-giuridici secondo cui il referendum, così come proposto, sarebbe illegittimo. Lo scrivono nero su bianco l'Ufficio legislativo dello stesso Consiglio regionale, il Ministero per gli Affari Regionali, il Comune di Venezia e la Città Metropolitana, oltre a sostenerlo illustri costituzionalisti. Così rischiamo di prendere in giro gli elettori, ovvero spendere denaro pubblico per andare al voto per un referendum che rischia di essere illegittimo".

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