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Il patriarca snellisce la Marcianum: "I soldi risparmiati vanno ai poveri"

Dopo lo scandalo Mose il patriarca Moraglia ridimensiona la fondazione: "Ho chiesto a Scola se voleva farsene carico, ma lui ha risposto di no"

Il venire meno di parte del contributo degli sponsor, la necessità di un cambio di rotta verso il lavoro e l'innovazione, le donne e il dialogo con il territorio, ma anche i recenti fatti di cronaca giudiziaria che hanno fatto scoppiare lo scandalo Mose. Così il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, spiega in una intervista a Gente Veneta il cambio di rotta della Fondazione Studium Generale Marcianum, il polo culturale, pedagogico e accademico voluto in città dal suo predecessore, il cardinale Angelo Scola, per l'istruzione dalla scuola dell'infanzia fino all'università.

Seppur buona, l'idea del Marcianum, sostiene Moraglia, aveva "una debolezza congenita: la mancanza di un patrimonio stabile che garantisse alla Fondazione autonomia nel tempo". "Si è pensato, certamente in buona fede - aggiunge il Patriarca - che la Fondazione si potesse sostenere grazie agli sponsor ma i fatti smentiscono chiaramente tale convinzione". Moraglia non nasconde che a pesare sulla decisione siano state anche l'inchiesta della magistratura sui passati vertici del Consorzio Venezia Nuova. "I recenti fatti di cronaca giudiziaria hanno avuto una pesante ricaduta - ammette -. E la Fondazione Marcianum ha sede a Venezia, ha legami con la città e con tutto il Veneto. Le notizie di cronaca giudiziaria - ripete - hanno influito in senso negativo".

Il Patriarca dice di aver affrontato la questione del ridimensionamento con il suo predecessore, il cardinale Scola. "Mi sono recato personalmente a Milano - racconta - e ho chiesto al Cardinale se lui, che è il 'padre' e il fondatore del Marcianum, di fronte al venir meno degli sponsor e alla luce dei recenti fatti veneziani intravedeva strade che io non riuscivo a scorgere. Soprattutto gli ho domandato se intendeva farsi carico della 'sua' antica creatura - continua - spiegando a Scola che la Diocesi di Venezia non è assolutamente in grado di sostenere l'impegno finanziario necessario, sia per il numero dei dipendenti sia per il fortissimo costo della struttura, dati questi a lui ben noti. Il Cardinale - conclude - l'ha però escluso ritenendo la strada non praticabile".

Per Moraglia "la cultura è realmente tale solo se è libera. E' essenziale considerare che la libertà è anche e sempre autonomia economica". La libertà, dunque, per il Patriarca, "è anche non avere la preoccupazione di ricercare sempre nuovi finanziamenti e quando poi in un progetto è coinvolta in modo diretto o indiretto la Chiesa, tutto deve essere soppesato con cura".

Moraglia annuncia che a partire dall'anno accademico 2014/15 la Facoltà di Diritto Canonico San Pio X non attiverà più i corsi del primo anno. "Lo stesso accadrà per l'Istituto Superiore di Scienze Religiose San Lorenzo Giustiniani - aggiunge - che già nello scorso anno accademico 2013-14, per mancanza di iscritti, non aveva potuto attivare i corsi del primo anno". I fondi che si riusciranno a risparmiare torneranno alle attività di carità.

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