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Actv, Pd: «Riprese le vendite dei biglietti. Più servizi e gestione dei flussi». Avm: «Mancano 73 milioni all'appello»

Rosteghin e Saccà: «Tornare alla situazione invivibile del 2019 non è l’obiettivo a cui aspirare». Zuin e il Gruppo: «I bilanci si fanno a fine anno. Abbiamo incassi in meno paragonabili al 50% del monte complessivo degli stipendi dei dipendenti»

A due giorni dallo sciopero di 24 ore nel trasporto pubblico locale che a Venezia ha bloccato la città con il 90% di adesione del personale il Partito Democratico veneziano torna a chiedere il potenziamento delle corse e la gestione dei flussi d'ingresso. «Oggi fortunatamente residenti, pendolari e turisti si sono riappropriati in pieno della mobilità, ma il sistema di trasporto pubblico è incapace di offrire un servizio adeguato», scrivono i consiglieri comunali del Pd Emanuele Rosteghin e Giuseppe Saccà. «I bilanci si fanno a fine anno - replicano azienda Avm e Comune - Abbiamo previsioni di 73 milioni di euro di incassi in meno».

Le vendite

«Il trend della bigliettazione Actv è in continuo aumento - continuano -. Dopo il periodo di drastica diminuzione del 2020 i numeri sono continuati, in rapporto al 2019, progressivamente a salire a pari passo con la ripresa delle attività e dei flussi turistici (dal 41% di maggio al 65% di luglio) fino ad arrivare questo agosto a circa il 75% rispetto ad agosto 2019. Abbiamo tutti in mente la situazione dell'agosto 2019: code interminabili per i vaporetti, calli a senso unico o inaccessibili, impossibilità di vivere con tranquillità la propria città. Non credo sia quello il modello a cui dobbiamo aspirare».

La gestione del traffico privato

«Manca un piano industriale serio e condiviso – interviene Saccà - Mesi di pandemia sono stati buttati al vento: le sole politiche adottate sono il taglio dei servizi, del costo del lavoro e l'aumento dell'affidamento di servizi ad altri operatori. Intanto il governo dei flussi è sempre all'anno zero e si pensa di stravolgere quello che si era pianificato: la minimizzazione del traffico veicolare privato in entrata attraverso un sistema di parcheggi scambiatori (come i terminal di Tessera e di Fusina) e l'aumento dell’offerta di trasporto pubblico».

«Facciamo un esempio con il mese di agosto - afferma Rosteghin confrontando gli incassi dei biglietti nel tempo -. L’anno scorso gli introiti ammontavano a 12.481.358 euro, il mese scorso a 17.852.038. Non siamo ancora ai livelli dei 23.749.852 del 2019 ma ci attestiamo intorno al 75%. Questa ripresa va gestita evitando di danneggiare l’immagine di Venezia, sempre sotto i riflettori internazionali. Quello a cui dobbiamo aspirare non è tornare alla situazione invivibile del 2019 ma ad una gestione lungimirante dei flussi turistici. Il Comune si faccia promotore di un sistema di agevolazioni per incentivare le permanenze più lunghe, pacchetti a tariffe vantaggiose che includano trasporti e musei e decongestionare il weekend favorendo la prenotazione».

Il bilancio su base annua

«Vorrei ricordare che i bilanci si fanno a fine anno - replicano il Gruppo Avm e l'assessore Michele Zuin - e che va visto l’andamento cumulato e non quello di un singolo mese. Nel periodo gennaio-agosto 2021, rispetto al 2019, si sono registrati minori introiti da bigliettazione in linea con quanto previsto a inizio anno e che confermano il dato negativo a fine 2021 definito in sede di budget. Il mese di agosto 2021 ha comunque visto una media di passeggeri trasportati del 30% in meno con un servizio che in termini di ore moto era solo il 17% in meno rispetto al 2019, con tutto il relativo costo (fatto per oltre il 60% da voci legate al personale). Tra le 8 e le 19 il servizio erogato nel mese di agosto era al 97% rispetto ad agosto 2019. Abbiamo previsioni di 73 milioni di euro di incassi in meno su base annua - continuano - e parlano di tagli del servizio? Per dare un termine di paragone è pari al 50% del monte complessivo degli stipendi dei dipendenti. Stiamo facendo salti  mortali per dare praticamente gli stessi servizi del 2019. E in più lottiamo con un picco di assenteismo e uno sciopero bianco strisciante. Invito i consiglieri a guardare in faccia la realtà. Contano i numeri, che non mentono».

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