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Mestre e Venezia divise? "A breve arriva il parere del commissario"

Incontro tra i referendari e Zappalorto martedì a Ca' Farsetti: "Ci ha detto che non aspetterà gli ultimi giorni per rispondere alla Regione Veneto"

In arrivo il parere del commissario straordinario Vittorio Zappalorto in merito al referendum sulla separazione di Venezia da Mestre. Almeno secondo quanto è trapelato dopo l'incontro tra il reggente di Ca' Farsetti e i presidenti dei due comitati che chiedono due Comuni autonomi: l'avvocato Marco Sitran per il centro storico lagunare e l'avvocato Stefano Chiaromanni per la terraferma mestrina. Entro la prossima settimana dunque il commissario dovrebbe esprimere il proprio parere, non vincolante, in merito al progetto di legge regionale di iniziativa popolare per la formazione dei due Comuni.

"Un incontro, il primo ufficiale, che si è svolto in un clima di sereno confronto, che a tratti ha raggiunto anche toni accesi ma sempre nel rispetto delle reciproche opinioni - dichiarano i referendari - La Provincia si è già espressa favorevolmente alla consultazione elettorale". Il commissario dal momento della richiesta della Regione ha tempo novanta giorni per ufficializzare la propria posizione. Ma pare che non si dovrà attendere fino all'ultimo.

"Siamo molto soddisfatti, il commissario ha affermato di non volere fermare il referendum e, in ogni caso, di non poterlo nemmeno fare, a norma di legge – racconta Stefano Chiaromanni, presidente del Movimento per l’Autonomia di Mestre “Piero Bergamo” – Abbiamo un’occasione storica per regalare a Mestre e a Venezia futuro e dignità di città compiute".

Il lungo incontro si è poi incentrato sull'interpretazione dell’articolo 5 della legge regionale 25 del 1992: i Comitati promotori dichiarano che secondo loro la norma richiede che a "decidere circa l’esistenza dei requisiti formali e delle ragioni civiche e/o di opportunità storica, culturale, sociale, economica e/o di funzionalità istituzionale e di razionalizzazione dei servizi" sia il Consiglio regionale e non il Consiglio comunale o il commissario, che dovrebbe esprimersi, quindi, solo sulla meritevolezza e non sulla compatibilità con la legge Delrio".

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