Consiglieri e assessori insediati a Ca' Farsetti. Damiano rieletta. Brugnaro: «Stanerò le bugie»

Il giuramento del sindaco. I ringraziamenti ai dipendenti comunali «che hanno creduto nella riforma», le critiche ai sindacati. Il ricordo dei debiti trovati e abbassati di 80 milioni. «Serve unità»

Ermelinda Damiano in piedi in Consiglio

Diretta streaming per la cittadinanza, presenza a turni di 10 minuti in sala consiliare per gli operatori della stampa, distanziamento fra i consiglieri e gli assessori a Ca' Farsetti, con parte della giunta sistemata all'ingresso della sala consiliare per guadagnare spazio necessario ad assicurare il distanziamento. Così si è insediato il Consiglio comunale a Venezia giovedì 15 ottobre. Accesso agli addetti ai lavori con autocertificazione e applicazione delle misure anti Covid, quali misurazione della temperatura corporea e disinfezione delle mani. Ciascuno doveva indossare la visiera in plastica ed è stato fatto divieto di scambiarsi il posto. Le procedure hanno fatto slittare di oltre un'ora l'inizio della seduta, previsto in origine alle 14. All'ordine del giorno la convalida dell'elezione dei consiglieri comunali, l'insediamento del Consiglio, la nomina del Presidente del Consiglio comunale e dei due vicepresidenti, il giuramento del sindaco e la comunicazione dei componenti della giunta.

Consiglieri e assessori

In sala verso le 15.20 si vota per confermare il numero legale dei consiglieri. Apre i lavori il consigliere Alessandro Scarpa Marta. Trentasette i presenti, il Consiglio è valido. Nominati scrutatrici le consigliere Maika Canton, Francesca Rogliani e Monica Sambo. Si vota per eleggere i consiglieri: Alessandro Baglioni, Pier Paolo Baretta, Alex Bazzaro, Riccardo Brunello, Maika Canton, Paolino D'Anna, Ermelinda Damiano, Alberto Fantuzzo, Marco Gasparinetti, Enrico Gavagnin, Paola Mar, Giovanni Giusto, Giovanni Martini, Emanuele Muresu, Emanuele Rosteghin, Giuseppe Saccà, Monica Sambo, Matteo Senno, Paolo Ticozzi, Cecilia Tonon, Sara Visman, Stefano Zecchi, Paolo Romor, Gianfranco Bettin, Alessandro Scarpa, Chiara Visentin, Emanuela Zanatta, Enrico Gavagnin, Deborah Onisto, Riccardo Brunello, Silvia Peruzzo Meggetto, Francesca Rogliani, Francesco Zingarlini, Aldo Reato, Chiara Visentin, Paolo Tagliapietra, Alessio De Rossi, Giorgia Pea, Nicola Gervasutti, Barbara Casarin. Assessori: Laura Besio, Renato Boraso, Sebastiano Costalonga, Massimiliano De Martin, Paola Mar, Silvana Tosi, Simone Venturini, Francesca Zaccariotto, Michele Zuin, e Andrea Tomaello vicesindaco, che decadono perciò dalla carica di consiglieri. Sindaco: Luigi Brugnaro che esegue il giuramento.

La presidente del Consiglio proposta dal gruppo di maggioranza è Ermelinda Damiano, della consiliatura precedente. Il segretario generale, il dottor  Francesco Vergine, chiama al voto i consiglieri. Dall'opposizione si astengono tutti. Il consigliere Zecchi vota per Deborah Onisto. A maggioranza di 22 voti viene nominata presidente Damiano. Lei ringrazia e si commuove nel garantire il proprio impegno. Vicepresidenti Paolo Romor e Alberto Fantuzzo con 22 voti il primo e 12 il secondo, e l'astensione di Zecchi. «Da questo momento e per gli anni a venire mi impegno con umiltà ad ascoltare i suggerimenti costruttivi e propositivi che vorrete darmi - dice Damiano - con l’auspicio che questo Consiglio rappresenti la causa della buona politica fatta di ragionevolezza e sinergia per il bene della nostra città e dei nostri concittadini».

Il Comune

Il sindaco Luigi Brugnaro giura sulla Costituzione e prende la parola. Ringrazia e ricorda alcuni punti della legislatura precedente. Il debito dell'amministrazione ereditato e abbassato di 80 milioni, i dipendenti comunali che «hanno creduto nella riforma» del Comune e lo scontro con alcune sigle sindacali: «quando si rivolgono di continuo alla magistratura perdono di credibilità. Serve più pazienza e meno prepotenza - ha attaccato - Ci sono equilibri da rispettare e qualcuno lo ha capito e ha accolto la riforma della macchina comunale che ci è costata non poco negli anni precedenti». Brugnaro chiede alle opposizioni: «unità, confronto e proposte. La città chiede una svolta. A Venezia si è sofferto, qualcuno ha speculato. Oggi questo il Consiglio ha il dovere di ragionare su proposte concrete affinché l'Italia si ricordi di Venezia. Ci sono 200 miliardi di Recovery Fund. Chiederemo ai parlamentari di rispondere ai veneziani di ciò che stanno facendo a Roma. Saranno i cittadini a decidere sul mio e il nostro operato». Sulle Municipalità: «in ognuna ci sarà un delegato del sindaco per l'ascolto dei cittadini e tutti saranno coordinati da Paolino D'Anna. Non smonteremo la centralità, serviva per l'efficientamento; dobbiamo fare i conti con i bilancI - e conclude - Il momento storico impone di andare più uniti possibile».
 

Il Mose e il porto

«A qualcuno che si affida a commenti ingenerosi e falsi dico che è sbagliato e ha tempo di ravvedersi. Non facciamo solo proposte contro - esorta -. Non è il momento di fare ragionamenti programmatici ora. Abbiamo tempo 60 giorni. Tutto sarà coerente con quanto promesso in campagna elettorale. Ricordo le forze politiche che mi hanno dato fiducia: Forza Italia, la lista civica Le Città, Fratelli D'Italia, la Lega. Andrò casa per casa a condannare le falsità che sono state dette contro di me». Poi interviene sul Mose: «Non è costato troppo. L'opera è stata finanziata a spizzichi e bocconi con i soldi riservati a Venezia. Saluto il sottosegretario all'Economia e consigliere - si rivolge a Pier Paolo Baretta - e gli chiedo di spiegare perché è importante che il Comitatone si riunisca e si rifinanzi la legge speciale per Venezia. Due miliardi cash sono stati dati subito per il ponte di Genova che è diventato un modello. Per il Mose, 3 bocche di Porto, con un progetto mai fatto al mondo e soldi a rate, 5 miliardi, ci sono voluti anni, con tanti errori e scandali, ma Venezia ha dimostrato che ha fatto un'opera colossale che funziona, anche con un partito del No sempre attivo. Anche oggi il sistema ha difeso Venezia». Il primo cittadino ricorda il porto, la protesta dei lavoratori senza stipendio di pochi giorni fa, dove lui è intervenuto, le crociere e la conca di navigazione, «dovremo sistemarla. Se anche dovessimo partire con un porto offshore per le merci, non di certo per i passeggeri, lo avremmo pronto fra 15 anni, ma serve pragmatismo nel presente. Non intendiamo scavare canali - conclude - se non per necessità e per manutenzione. Il Vittorio Emanuele lo vogliamo solo come alternativa in caso di necessità e sul canale dei Petroli siamo intervenuti contro i cedimenti delle sponde». Altro capitolo è il termovalorizzatore. «È il massimo che la scienza oggi ci propone - afferma il sindaco - Non spaventiamo le persone. A Venezia la differenziazione dei rifiuti funziona. Mentre il css (rifiuto solido secondario non differenziabile), una volta chiusa la centrale Enel per via della politica di decarboning, non possiamo che portarlo altrove, ma con costi sicuri per i contribuenti. Per questo abbiamo deciso di fare un ulteriore miglioramento», dice sull'impianto di Fusina contro il quale molte forze all'opposizione si sono battute rifiutando «l'incenerimento dei rifiuti».

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Infine si è svolta la votazione sull'ultimo punto all'ordine del giorno con l'elezione dei componenti della commissione elettorale comunale: Riccardo Brunello, Matteo Senno, Emanuela Zanatta (componenti effettivi); Francesca Rogliani, Maika Canton, Giuseppe Saccà (componenti supplenti).

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