Fratelli d'Italia stringe sulla sicurezza. Seicentomila euro per la videosorveglianza

Interrogazione a firma dei consiglieri comunali Canton e Zingarlini per «misure contro il degrado in via Piave e Marghera». Delibera di giunta per potenziare l'occhio elettronico in città

Videosorveglianza, archivio

La sicurezza «nelle zone di via Piave, aree limitrofe e Marghera, soggette a spaccio, piccoli crimini, furti, atti vandalici e criminalità diffusa», è nel mirino di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale. I consiglieri Maika Canton e Francesco Zingarlini hanno depositato un'interrogazione rivolta al sindaco, alla giunta e ai capigruppo, per chiedere misure contro i fenomeni.

Gli interventi chiesti

«La zona antistante la stazione di Mestre affronta quotidianamente comportamenti antisociali legati sia alla criminalità, che all'inciviltà», scrivono, e chiedono misure: il potenziamento dell'illuminazione e della videosorveglianza, dalla chiesa di Santa Maria di Lourdes proseguendo verso la stazione, il controllo delle condizioni igienico sanitarie delle attività, «con eventuali provvedimenti amministrativi, un presidio fisso nei giardini vicino alla stazione, al fine riappropriarsi della zona, il divieto di apertura in via Piave di nuovi negozi di cibo da asporto o bigiotteria, e infine un'intensificazione dei controlli, anche in borghese, per garantire sicurezza e vivibilità». Il momento, spiegano i consiglieri, è delicato, «il rapporto tra diritto alla sicurezza e alla libertà sembra essere messo in discussione. È fondamentale una forma di rassicurazione per la cittadinanza».

La delibera

La giunta fa sapere di aver appena approvato martedì una delibera per l’ampliamento del sistema di videosorveglianza cittadina, con un progetto da 600 mila euro co-finanziato dal ministero dell’Interno per 60 nuove telecamere. Il provvedimento prevede un finanziamento di 500 mila euro dallo Stato, e 100 mila dal Comune, al fine di prevenire e contrastare la criminalità. «Garantire la sicurezza dei nostri cittadini continua a essere il primo obiettivo da perseguire», afferma il sindaco - Il proveddimento, istruito dalla polizia locale in collaborazione con Venis spa, ci consentirà di ampliare il sistema di videosorveglianza in alcune zone cruciali del nostro territorio: ad esempio il sottopasso di via Dante a Mestre, le aree di Marghera adiacenti alla stazione ferroviaria, i principali assi viari di Mestre, le zone del centro storico di Venezia maggiormente interessate dalla “movida”, via Garibaldi e Fondamenta Nove».

Le telecamere in città

Ad oggi il sistema conta oltre 400 telecamere distribuite sul territorio comunale; all'inizio del 2019 erano 163. A queste si aggiungono i 31 punti di rilevazione flussi pedonali e i 40 punti del sistema statistico comportamentale acqueo. Il decreto ministeriale prevede che il finanziamento venga concesso per sistemi di videosorveglianza il cui progetto non si sovrapponga con quelli già precedentemente realizzati, con finanziamenti pubblici concessi negli ultimi 5 anni, e che i Comuni abbiano la disponibilità di somme iscritte a bilancio, oltre a poter assicurare la corretta manutenzione degli impianti e delle apparecchiature.

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