Brugnaro: «Mi ricandido o si rimangiano tutti i soldi». Al referendum «sarà un Sì»

L'intervista al sindaco: dall'emergenza alla politica. Passeggiata con la moglie: «L'amore ai tempi del coronavirus». Subito aiuti alle imprese con la cig in deroga. «Servono non 4 ma 50 miliardi»

Il sindaco Luigi Brugnaro

Quadro a 360 gradi quello emerso dall'intervista in diretta streaming su Facebook rilasciata dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro al direttore di Dire Nicola Perrone. Dall'emergenza coronavirus alla ricandidatura alle comunali. Dall'economia alla gestione della macchina comunale. «La vita va avanti - dice il sindaco commentando l'emergenza sanitaria -. Continuiamo a vivere. Abbiamo riaperto i musei e gradualmente tutta la città. Questa prova arriva a Venezia dopo un'altra calamità - l'acqua granda di novembre 2019 - . Ma la nostra comunità è molto forte  responsabile. Questo è il momento in cui la classe dirigente deve dimostrare di saper affrontare le urgenze. Dobbiamo diventare più reattivi e meno paurosi». 

Impatto del coronavirus

Per Brugnaro occorre non perdere di vista il fatto che a emergenza terminata tutto tornerà a funzionare. «E se l'impatto sul turismo lo stiamo vedendo, con gli alberghi che chiudono, spegnere una fabbrica può essere ancora più devastante - dice Brugnaro, ex numero uno di Confindustria -. Serve un piano industriale serio, fare debito per le generazioni future è qualcosa di scellerato - dice - Certo va dato un aiuto immediato alle imprese con la cassa integrazione e in deroga per il coronavirus. Il video con mia moglie? La  passeggiata ai tempi del coronavirus: la dedico a Stefania che mi rende felice. Le critiche arrivano sempre quando fai qualcosa, solo chi non fa nulla non viene criticato. E chi non sa cosa è l'amore».

Elezioni

«Dobbiamo far condurre gli autobus a chi ha la patente apposita, e la politica a chi la sa fare, non è possibile senza esperienza governare macchine complesse con migliaia di dioendenti. Io non ho nessuna tessera politica. Mi sono messo a disposizione della città a gratis e alle prossime comunali saranno i cittadini a dire se dovrò continuare a fare il sindaco o andare a casa. Mi ricandido. Ho messo a disposizione il mio tempo e le mie conoscenze e mi ricandido perché c'è un partito del No per cui non si può mai fare niente: questi si rimangiano tutti i soldi - afferma - Non possiamo ridare in mano Venezia al Partito Democratico: ha distrutto la città. Ora bisogna far in modo che i soldi non finiscano nelle mani sbagliate - e spiega Brugnaro - Ho trovato 800 milioni di debito e l'ho ridotto efficientando. Voglio lasciare il Comune dentro un binario di pulizia e di capacità amministrativa, e lasciare spazio ai giovani».

Referendum

«Ha ragione Salvini - dice il sindaco di Venezia - servono almeno 50 miliardi, non 4, andiamo in Europa a chiederli a pieno titolo, l'importante è cosa ci facciamo poi di questi soldi - prosegue Brugnaro -  Se qualcuno pensa di prendere i soldi e distribuirli con le paghette perché ha la campagna elettorale da fare , allora sono il primo ad oppormi - continua Brugnaro. Che al referendum costituzionale del 29 marzo per ridurre il numero dei parlamentari dice - : voto Sì. Dobbiamo fare riforme costituzionali e semplificare la catena legislativa».

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Giustizia e certezza

E sulla giustizia conclude il primo cittadino della città lagunare: «Stiamo per fare passare l'abolizione della prescrizione, uno rischia di restare sotto processo una vita intera. Su questo non centrano niente i magistrati, qui si tratta di dare certezza al diritto. Quale volete che sia lo straniero che viene a investire in Italia se noi stessi diciamo che non siamo certi di niente? Come si fa a programmare un'industria, come si fa a programmare una vita? Come possiamo chiedere ai giovani di tornare a fare figli se non diamo certezze al Paese?».

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